DEI DUCHÌ D’IIOLSTEIN-GOTTORP 385 mento, poiché essendosi recato nel 1702 a raggiungere in Polonia il re di Svezia, ricevette alla battaglia di Clissow, datasi a’19 luglio, un colpo di cannone, pel quale moriva due ore dopo, lasciando il 'figlio che or segue, da Edwige Sofia, figlia di Carlo XI re di Svezia, ch’egli avea sposata a’ 12 giugno 1698 e che mancò a’2 dicembre 1708. CARLO FEDERICO.' 1702. CARLO FEDERICO, nato a Stockolma ai 19 aprile >700, succedette al duca Federico IV suo padre, sotto l’amministrazione di Cristierno Augusto suo zio, duca di Rolstein-Eutin. Essendosi i Dangsi insignoriti nel 1715 della fortezza di Tonningen, la rovinarono fin dalle fondamenta. Era disegno del' re di Danimarca di appropriarsi gli stati del duca d’Ilolstein-Gotlorp, e di dargli in cambio le contee di Oldemburgo e di Delmenhorst. Nel 1718, avvenuta la morte di Carlo XII, il duca Carlo Federico fu dichiarito principe ereditario di Svezia; e nel 1720, non già' 1721, per lo trattato di pace ch’ebbe luogo il 4 g'uguo a ^t0' ckolina fra la Svezia, la Danimarca e la Russia , il re di Francia quale mediatore, attribuì alla seconda di queste tre potenze la proprietà del ducato di Sieswick, che il re di Inghilterra gli avea già guarentito mercè particolare trattato. Carlo Federico di mala voglia soffrì che per tal modo si sacrificassero gli interessi della sua famiglia ; nè lo czar Pietro il Grande, che gli destinava la propria figlia maggiore in isposa, cessò di prestare appoggio alle querele, inchieste e rimostranze di questo principe. Pietro a’ 22 di febbraio ¡724-conchiudeva col re di Svezia un trattato, il cui secondo articolo disponeva ch’entrambi farebbero ogni buon uffìzio perchè lo Sieswick fosse restituito al duca di Holstein. Morto poi il primo a’28 gennaio dell’anno sa-gueute, l’imperatrice Caterina sua vedova, che gli succedette, prese ancor più interesse pel vantaggio del duca di Holstein. al quale diede in isposa il i.° giugno 1725 Anna sua figlia maggiore. Essendosi collegata mercè il trattato di Tra-wcndhal coll’imperatore Carlo VI, e quattro giorni dopo col re di Prussia, si dispose a far valere coll’armi il reclamo del duca suo genero: ma le cose cangiavano d’aspetto alla T. XVI. a5