CRONOLOGÍA STORICA versi dal clero di Livonia portare 1’ abito dell’ordine Teutonico; discordia che fu tant’oltre portata, che Guglielmo s’impadronì di una parte dei beni dell’arcivescovado. Cre-desi che questo mastro provinciale mancasse nel dopo essere stato continuamente in guerra coi Lituani egualmente che il suo antecessore. XXXII. ROBINO d’ELTZEN. 13^4* ROBINO d’ELTZEN, da Schurtzfleisch appellato Giobbe d’Ulsen, che succedette a Guglielmo, durante la quaresima del i38o conchiuse una tregua fino alla Pentecoste con Jagellone granduca di Lituania, donde positivamente escluse il duca Keistut cd i Samogiti. Nel seguente anno egli assaliva la Samogizia, e, uccise molte di quelle genti, traeva seco settecento prigionieri, e milaquattrocento cavalli nemici. Avendo poi i canonici di Derpt eletto nel j3?8 Giovanni Damorow a loro vescovo, il mastro provinciale protesse Giovanni Hebct di lui competitore, e colla forza nel i382 lo stabilì in quella sede, ritornando Dame-row al grado di semplice canonico. Non essendosi poi effettuato l’accordo di’ egli aveva conchiuso coll’arcivescovo, il cardinale Bortolameo, giudice delegato del papa, rinno-vcllù nel 1390 la scomunica che aveva già pronunziata contro i mastri di Livonia, per non aver essi restituita la città di Higa. Nulla abbiamo di certo intorno alla morte-di Robino, il quale non cessò mai di soccorrere il gran-mastro nelle sue spedizioni in Lituania, ed a cui si può rimproverare una soverchia animosità contro i vescovi. Sembra che appunto a’ suoi tempi il pontefice Bonifacio IX sottomettesse la chiesa di Riga alla regola dell’ordine Teutonico. ♦ XXXIII. WENNEMARO di BRUGGENEY. i3g3. WENNEMARO, dagli autori appellato Walde-maro. di Bruggeney , riguardando la sede di Riga co--me vacante, attesa la fuga di Giovanni di Sinten, aveva presa l’amministrazione dei beni e delle fortezze dell’arcivescovado; quando a’10 marzo ed a’24 settembre papa