DEI GRAN-MASTRI DELL’ORDINE EC.' 633 della Samogizia dopo la propria morte, e non tardò gran fatto a spiegare di nuovo le sue pretensioni sulla Pomera-nia. Compresosi nel trattato di Thorn anche il vescovo di Wladislaw, l’ordine fu altresì condannato a rendergli certe decime che spettavano alla sua chiesa. Il gran-mastro, che avea così bene meritato dell’ordine, tanto colla valorosa difesa già fatta di Mariemburgo, quanto ancora pel modo onde condusse a termine, questa guerra, si rese poi .odioso colla sua mala condotta, e più ancora col favorire l’eresia di Wiclef, della quale non andò neppur egli esente. Lo scontento allora procedette tant’oltre, che in una grande adunanza del capitolo teuutasi nell’ 11 ottobre i/{i3 venne destituito. XXVI. MICHELE KUCIIMEISTER de STERNBERG. * ' i4i4- MICHELE KUCIIMEISTER venne eletto ai 9 gennaio qual successore di Plauen. Correndo il maggio dell’anno stesso, l’arcivescovo di Strigonia, commissario dell’imperatore, pronunciava a Buda una nuova sentenza arbitrale a favore dei cavalieri; ma i Polacchi, aspirando sempre alla Pomerania, al paese di fulma e a Michalou, non ostante tutti i trattati e sentenze che le avevano all’ordine aggiudicate, corsero di nuovo all’armi. Il re alla testa dell’esercito più formidabile che la Polonia avesse mai allestito devastava allora il paese di Culma e le pro-vincie più ad esso vicine; senonchè il gran-mastro, che tenevasi sulla difesa, colse tostamente il destro coll’aiuto d’uno stratagemma di attirare tutte le forze nemiche innanzi alla fortezza di Strasburgo, ovvero di Brodnitz. Intanto che il monarca poneva in opera ogni tentativo per insignorirsi di questa ragguardevole piazza., Kuchmeister non cessò di bersagliare i nemici, e si pose con sì buon successo ad intercettar loro i viveri, che quésta armata cotanto florida fu a quella di essere distrutta dalla fame e dalla dissenteria. Quindi il vescovo di Losanna, legato pontifiéio di Giovanni XXIII, giunto essendo in questo mezzo tempo, non provò alcuna difficoltà nell’indurre il re ed il gran-mastro ad una tregua di due anni, ed a rimettere la decisione delle lor controversie al concilio di Costanza.