DEI CONTI D’HAINAUT 45. n lesse sci marcili di Liegi, e ad ogni castellano una veste » di sci marchi . . . Tale convenzione fu fatta a Fosse alla » presenza di Goffredo di Buglione, del conte Aubert di « Namur, del conte di Chini, del conte di Montagli in Ar-« dennes e parecchi altri (i)» (Bibl. de S. Gerrnain-dcs-Prcs, n.° 139). L’imperatore Enrico IV confermò quella transazione con lettere date 1’11 maggio 1071 a Liegi, ove crasi trasferito a quell’oggetto. I principi nominati in quel-quell’atto come presenti fecero intimare a Roberto di restituire la Fiandra al legittimo erede, e sul suo rifiuto si posero in marcia con un esercito per costringervelo. Ma sentendo per via che Roberto avea stretto alleanza col re di Francia, ritornarono sulle loro traccie, non osando a ragione di misurare le loro forze con quelle di sì possente monarca. Così narra Lambert d’AschafTembourg. Al contrario Gilberto di Mons e dopo lui Meier dicono che scontratesi le due armate nella pianura di Broqueroie a una lega da Mons, seguì combattimento in cui Boberto uscì vittorioso dopo sì grave carnifìcina, che il campo di battaglia conservò il nome di aja dei morti. Nè questo fu il solo combattimento che abbia avuto Baldovino con Boberto. IL primo fu vincitore alla sua volta del secondo nel 1076 nei campi di Denain. Richilde, reduce ¿li Roma con Baldovino nel 1084, intese nell’avvicinarsi ad una delle sue terre che Arnoldo conte di Chini disponevasi a rapirla. Perciò ella mutò strada e andò a ricoverarsi a Saint-Hubert, donde l’abate Thierri indusse il conte di Namur a ricondurla salva a casa sua (Hist. Jndagin). L’anno 1087 (N. S.) Baldovino perdette la madre, morta il i5 marzo all’abazia di Messines presso di Ipres, ove da due anni erasi ritirata. Ci fa sapere Gilberto di ¡Vlons, che questa principessa di concerto con Baldovino suo figlio avea resi ereditarli alla corte d’Ilainaut gli uffizi di coppiere, panattiere, cuoco, cameriere e portiere: che ne avea conferiti alcuni ai Fiamminghi ritiratisi nel-l’Ilainaut dacché avea perduta la Fiandra e che avea risarciti con parecchi benefizii que’Fiamminghi che per lei eransi espatriati (Bouquet, toni. XIII, pag. 545). (1) Queste reciproche convenzioni trovansi pure in Baldovino il’Avenes.