W T- DEI CONTI D’HAINAUT 449 scovi di Verdun c di Cambiai con Goffredo sposandone anche la nipote Matilde, figlia di Ermanno visconte di Verdun (Chron. Caincrac.). Egli mori, non l’anno io36 o 1037 come pretende infondatamente il padre Lewarde, ma intorno all’anno io3o. Dalla sua sposa Matilde ebbe l’unica figlia che segue. RICIIILDEj ERMANNO e BALDOVINO I detto di MONS. io3o circa. RICIIILDE succedette a Rainiero suo padre nella contea d’IIainaut. Erasi a quel tempo maritata col conte Ermanno, con cui acquistò, al dire di Gilberto di Mons, la contea di Valenciennes. Richilde era nipote all’ usanza di Bretagna di papa Leone IX. Questo pontefice, dopo il concilio tenuto a Reims nel 1049, postosi in via per vederla, ella gli andò incontro sino a Beaumont in un al suo sposo e il condusse nel suo castello di Mons. Morto Ermanno l’anno dopo, lasciò di lei un maschio ed una femmina entrambi in tenera età, e secondo Gilberto, il tìglio era zoppo. Richilde, tauto per conto della sua dote che qual tutrice de’suoi figli assunse il governo dell’ Ilai-naut. Ella non ne godette però in pace lunga pezza; cliè Baldovino, cognominato di Lilla conte di Fiandra, le fece guerra per astringerla a sposar Baldovino suo figlio e l’ottenne. Ala questo giovane Baldovino, detto dappoi il Buono c di Mons, essendo parente di Richilde in terzo grado, venne scomunicato dal vescovo di Cambrai per aver contratto matrimonio illecito. I due sposi appellarono da questa sentenza a papa Leone IX che sciolse il matrimonio, dice Baldovino d’Avenes, c proibì loro il talamo. Pare assai probabile che in seguito siasi rivocato tale divieto e riautorizzato il matrimonio, giacché si vede che Richilde non tralasciò di coabitare con Baldovino e che i figli avuti da esso passarono per legittimi senza contraddizione. L’anno io56 l’imperatore Enrico IV 0 meglio sua madre, col trattato di pace fatto con Baldovino di Lilla, lo investi di Valenciennes, delle isole di Walcheren e della Fiandra impelale. Baldovino di Mons ebbe l’onore di armar cavaliere il re Filippo I; locchè è attcstato dal suo successore in una carta del 1087 in questi termini: Ego Balduinus Talea-T. XIII. so