DEI CONTI D’ HAINAUT 459 gno si opposero a quel divisamente e nc impedirono l’esecuzione. Il re d’Inghilterra fattosi mediatore tra il monarca francese e il conte di Fiandra, Baldovino accompagnò il secondo alla conferenza tenutasi presso llouen nel tempo pascale del 1184 per ventilare le ragioni delle parti, e senza smarrirsi pel poco successo eh’ essa ottenne, si recò al re suo genero a Botisi, donde a Pontoise presso la regina sua figlia. La regina, al dire di Gilberto di Mons, supplicò suo padre colle lagrime agli occhi ad aver pietà di lei e di se medesimo cessando di favoreggiare il conte di Fiandra, locchè somministrava contra lei le armi agl’invidiosi. Baldovino rispose a sua figlia ed al re che sarebbe per compiacerli in quanto da lui dipendesse, salva la fedeltà debita al suo alleato, e nulla altro aggiunse. Si portò poscia alla testa di milasctte-cento cavalieri alla corte plenaria stata indicata dall’ imperatore per la Pentecoste a Magonza, come si disse. Essa fu così numerosa, che si contarono ben scttantamila cavalieri, senza parlare di prodigiosa folla di ecclesiastici e di altre persone d’ogni condizione. La corte fu tenuta sotto tende alzate in una prateria in faccia a Magonza al di là del Beno. Il conte di Hainaut ebbe l’onore in confronto di parecchi concorrenti di portarvi la spada imperiale il dì della festa davanti l’imperatore; ed ottenne ciò che Federico gli avea latto sperare l’anno prima; cioè un diploma confermante la donazione lattagli da Enrico suo zio. Baldovino lasciò la corte imperiale il venerdì della settimana di Pentecoste per ritornar ne’ suoi stati. Durante la sua assenza il confo di Fiandra ebbe col re di Francia un abboccamento tra Com-piegne e Chauni, nel quale conchiusero una tregua per essi e loro alleati. Filippo Augusto vi comprese destramente tra i suoi il conte d’ Hainaut, senza eh’egli ne avesse cognizione, e ciò colla mira di renderlo sospetto al conte di Fiandra e staccarlo dal suo partito. L’artifizio produsse il suo effetto, e impigliò il conte di Fiandra con quello di Hainaut. Era prossima a spirare una tregua fermata da Baldovino col duca di Brabante pel castello di Lambeck fatto da lui erigere sulle frontiere del Brabante e dell’Hainaut. Vedendo Baldovino che il duca assoldava un’armata per ricominciar la guerra, si recò al conte di Fiandra il 26 giugno per in-