438 CRONOLOGIA STORICA sacli c Rhinfeld, per ottantamila scudi d’oro. Nel 147a, Carlo avendo acquistato da Arnold d’Egmondil ducato di Guel-dria e la contea di Zutphen, si recò all’imperatore in Tic-veri per riceverne da lui l’investitura. Questa cerimonia seguì colla maggior pompa. Era scopo di Carlo di chiedere all’imperatore il titolo di re di Borgogna e di vicario dell’impero, con promessa di dar sua figlia in isposa al figlio dell’imperatore. Luigi XI scrisse a questo per sconsigliarlo a ricevere tali oflerte e vi riuscì (Pontus Ilcute-rus). Nel i477 perì Carlo il 5 gennaio davanti Natici (V. Carlo duca di Borgogna). MARIA. 1477. MARIA, unica figlia di Carlo l’Ardito e di Isabella di Borbone, nata a Bruxelles il i3 febbraio 14^7 (N. S.), si diportò quale erede universale del padre dopo la sua morte. Ma Luigi XI re di Francia non ritardò a toglierle il ducato di Borgogna; nè a ciò stette Contento, che pure voleva invadere tutta la successione di Carlo. Il principe d’Orange lo rese padrone di una parte della contea di Fiandra. Luigi s’impadronì delle città di Picardía cedute al fu duca, e s’avanzò poscia nell’Artois. Maria vedendosi da una parte signoreggiata dai Gantesi che la tenevano quale prigioniera, dall’altra in procinto di essere interamente spogliata dal monarca di Francia, mandò a quel principe, un’ambasciata alla cui testa era Ugonetto suo cancelliere e il signore d’Imbercourt. Luigi accolse quegli ambasciatori con apparente bontà; ed entrò seco-loro in materia , e fece intendere che essendo 1’ Artois un feudo di sua corona, avea il diritto di porlo in sua mano sino a che la principessa gliene avesse fatto omaggio. Il risultamento della conferenza fu che mediante ogni sospensione d’armi, la cittadella d’Arras allora distinta dalla città sarebbe rimessa a quel principe il 3 marzo di quell’anno 1477. La cittadella fu in eifetto abbandonata in quel giorno alle truppe del re, e Luigi vi entrò sulle tre ore pomeridiane. Padrone di questa parte d’Arras, lo fu ben- presto del rimanente, e il resto della provincia seguì l’esempio della capitale. Alla nuova dei progressi del re di Francia,