DEI COMI E DUCIII DI BRETAGNA 269 una seconda figlia di nome Caterina, la quale nel 1212 sposò Andrea di Vitré. Quanto poi ad Eleonora figlia di Arturo, questa finì i giorni suoi nel 1241 nel castello di Brissol, ove il re Giovanni suo zio 1’avea fatta rinchiudere, e venne tumulata, corri’ ella aveva bramato, nell’ abazia de’ religiosi di Ambresburì. La morte sua pose in calma l’animo del duca di Bretagna Giovanni I, allora regnante, il quale viveva nel perpetuo timore che Eleonora non fosse per maritarsi a qualche principe il quale volesse far valere i di lei diritti; perocché siccome essa era la figlia maggiore della duchessa Alice, vantava un diritto incontrastabile.sopra il ducato di Bretagna (Morice, tom. I, pag. IMPIETRO MAUCLERC ceppo degli ultimi duchi di Bretagna. i2i3. PIETRO (soprannominato MAUCLERC (Malchcr-co), perchè ad onta che si destinasse al chiericato, avea in quella vece seguito il mestiere dell’armi, ovvero, secondo altri, perchè d’accordo con Enrico duca di Borgogna erasi adoperato per diminuire la giurisdizione ecclesiastica), figlio di Roberto II conte di Dreux, ch’era nipote di Luigi il Grosso re di Francia, nel 1212 venne scelto da Filippo Augusto a sposo di Alice figlia primogenita di Guido di Thouars e della duchessa Costanza. Prima però delle nozze Filippo richiese da Pietro che gli prestasse omaggio ligio, ed accogliesse gli omaggi de’Bretoni con questa clausola : Salva la fedeltà dovuta al re di Francia nostro signore ; e Pietro in fatti eseguì quest’omaggio il 27 gennaio I2i3, e venne d’allora in poi riguardato siccome duca di Bretagna. Oltre a questo ducato sua moglie gli recava in dote la contea di Richemont in Inghilterra, mentr’ egli possedeva di proprio le signorie di Fere nel Tardenois, di Longjumeau, di Brie-Comte-Robert, di Pontarci c di Chaillì. Questo principe era il più spiritoso ed il più destro de’ tempi suoi, ma pendeva più al male che non al bene: ed anche in ciò che possedeva di buono vi frammischiava tuttodì qualche vizio che oscuravane il merito. Inquieto e turbolento, ebbe quasi sempre in mano le armi, e le trattò a vicenda contro