CRONOLOGIA STORICA ROBERTO III, detto di BETIIUNE. i3o5. ROBERTO, detto di BETIIUNE, dal soprannome di Matilde di Beduine sua madre, nato nel 1239, era prigioniero a Parigi allorché Guido suo padre venne a morte. Egli fu posto in libertà nel giugno i3o5 col trattato d’Ar-cliies (Archiacum) che i Fiamminghi non vollero dapprima ratificare (Meier). Nel i3og Roberto si recò a Parigi coi deputati di Fiandra. Il trattato d’Archies fu confermato il mese di maggio con alcune modificazioni appostevi’ dalla Francia (ibid.). L’amicizia che regnava tra Enrico VII re di Germania e il co'nte Roberto indusse quest’ultimo a fornirgli un corpo di truppe sotto la condotta di tre de’suoi fratelli e di Roberto suo figlio per la sua spedizione d’Italia che cominciò l’anno i3io (Meier, ad dii. i3io, fol. n4 v.°). Il giovane Roberto (e non altrimenti suo padre, come asserisce Muratori) intervenne il 29 giugno i3ia all’incoronazione imperiale di Enrico fattasi a Roma. Frattanto il conte Roberto portò la guerra nel i3io nell’ITai-ìiaut contra Guglielmo conte di quel paese e dell’Olanda. Si fece la pace prima di venire all’armi ira que’due principi col vantaggio del primo. Guglielmo riconobbe la signoria feudale del conte di Fiandra sulla Zelanda occidentale. Nel 1311 Roberto si lasciò persuadere di cedere alla Francia Lilla, Orchies e Douai pel rimanente del suo riscatto. La cessione seguì con trattato fatto a Pontoisc l’u giugno dell’anno dopo. Ma ben tosto se ne pentì il conte. L’anno 1313 Filippo il Bello lo fece citare a recarsi a lui per fargli omaggio in Parigi per la Fiandra, ad eccezione di Douai, di Lilla e di Orchies, al che essendosi rifiutato, fece confiscare la contea di Fiandra. Recatosi a Saint-Omer l’arcivescovo di Reims pose tutto il paese all’interdetto. Il re passò in Fiandra e raccolse nei dintorni d’Orchies il suo esercito, che poscia divise ih tre corpi. Il cardinal-legato Joscerand ottenne tregua di un anno, che fu segnata a Courtrai il dì 24 luglio. L’anno 1315 ricominciò la guerra sotto Luigi Ilutin, crede del risentimento di Filippo il Bello contra la Fiandra. Essa continuò sotto Filippo il Lungo, successore di Ilutin,