4o8 CRONOLOGIA STORICA naggio, clie da Matteo Paris viene tenuto pel vero Baldovino. Se non che è certo, per testimonio dello stesso re dei Bulgari, il quale avea fatto prigione Baldovino, esser egli morto nella sua prigione come scrisse a papa Inno-cenzio 111 che lo avea ricercato della sua liberazione (Gesta Jnnocentii IH, pag. 117). Durante la cattività dello sposo la contessa Giovanna intervenne il dì 29 novembre 1226 alla consacrazione del re San Luigi, in cui contese alla contessa di Sciampagna, il cui sposo pur era assente, l’onore di portar in quella cerimonia la spada precedendo il re. Per porre in accordo le due contesse, le si indussero ad acconsentire che il conte di Boulogne zio del re farebbe-quella, funzione senza pregiudizio de’loro diritti 0 piuttosto di quello dei lor mariti da esse rappresentati. L’anno stesso, pochi giorni prima di Natale, giusta là cronaca di Toifrs; o secondo Baldovino di Ninove, il dì stesso natalizio; 0 il 6 gennaio successivo, giusta Meier, venne posto in libertà Ferrand dalla regina Bianca dopo una cattività di dodici anni, cinque mesi ed alcuni giorni. La sua sposa, che non Io amava punto, dicesi aver sempre temporeggiato a pagare il suo riscatto'fissato a quarantamila lire parigine. Vediamo per altro le lettere obbligatorie di quella principessa in data dell’anno 1221, colle quali dichiara aver preso ad imprestito di un ebreo ivi nominato la somma di venti governila lire al venti per cento per doyer servire al riscatto di suo marito (Martenne, Thes. A necci., toni. I, col. 886). La regina, per affezionarsi Ferrand, gli rimise la metà della somma di cui erasi tassata la sua liberazione, e a garanzia del pagamento tenne la cittadella di Donai. Sensibile alla qual grazia il conte non si dipartì mài dappoi dalla fedeltà debita al re di Francia. Nel i23o egli si compromise per una negazione di giustizia con una delle sue città principali. Si appiccò il fuoco al mercato di Bruges e ne arse gli archivi. Gli abitanti per provvedere alla perdita dei lor privilegi pregarono Ferrand a rinnovarglieli; ma egli deluse la domanda, e col suo’rifiuto li mosse a sollevazione. Per calmarli fu duopo accordar loro quanto desideravano e quanto richiedeva la giustizia. Ferrami negli anni suoi ultimi fu tormentato dalla pietra e ne morì p«i dolori il 27 luglio 1233 (Mcicr). Dà'Noyon, ove morì senza