DEI CONTI D’HAINAUT 465 grazia, tenendo intorno al collo un fdo di seta a foggia, di laccio. Il conte di Valois il condusse a Parigi, donde fu inviato prigione alla torre di Montlheri, e tosto si cominciò il suo processo al parlamento ; ma mentre se ne occupavano i giudici, otlenne dal re la permissione di recarsi alla sua terra d’ Hainaut, a condizione di ritornare in carcere nel-1’ottava di Sant’Andrea di quell’anno 1292. Egli mantenne la sua parola e ritornò in Parigi costituendosi prigione al Louvre, ove rimase sino il i5 febbraio 1293. Allora si pronunciò la sua sentenza dal parlamento d’Ogni Santi che ancora durava, ed ecco il sunto del giudicato : condannato i.° a risarcire tutti i danni causati da lui 0 sue genti ai sudditi del re e delle chiese eh’erano in sua guardia ; 2.“ di far demolire le porte di Bouchain ; 3.° di pagare al re quarantamila lire tornesi (1); d’inviare il suo baglivo e suoi sargenti prigioni al Chatelet per essere castigati a beneplacito del re. Il conte d’Ilaiuaut si sottomise interamente agli ordini del monarca, e corse poi sempre tra essi perfetta armonia (Sonami, Mcm. de l’ Acad. des B. L. tom. XXXVII, pag. 461). Nel I2g3 giunto il conte Giovanni con sua moglie e tutta la famiglia a Maubeuge, insorse violenta sedizione per aver egli chiesta una straordinaria contribuzione per pressanti bisogni. Costretto ad uscir di città, divisava ritornarvi con milizie per punir la baldanza dei cittadini; ma questi non gli lasciarono il tempo, e colle lor sommissioni il disarmarono. Rientrato quindi pacificamcnte in Maubeuge, fece seco loro u'n trattato con cui dopo avergli chiesto il perdono del passato, riconoscevano non poter da essi darsi 11'e ostaggi, ne taglie, nè assise, se non per suo volere o de’suoi eredi conti o contesse di Hainaut, obbligavansi a pagargli ogni sabbato dell’anno una maglia per ciascun operaio ed operaia, e tassavano i fabbricatori di panno a pagargli tre denari per ciascuna pezza di panno massiccio, due pel leggiero ed uno pel mezzo-panno. Quest’ atto è del (1) Il marco d’argento monetalo valeva cinquantotto soldi, e il era acl undici denari e dodici grani di lega; quindi quarantamila lire d’ allora corrisponderebbero adesso a lire sellecenloseinailaseicentotienlatre, due soldi e otto denari. T. XIII. 3o