488 CRONOLOGIA STORICA a papa Eugenio III, che scomunicò il duca. Ma l’imperatore Corrado al suo ritorno accomodò le differenze e procurò di far assolver Matteo, il quale era tutt’altro che convertito, come lo provò ben tosto colle usurpazioni da lui fatte sui possedimenti dell’ abazta di Remiremont, e che gli trassero addosso per parte dello stesso pontefice una nuova scomunica con interdetto sui suoi stati. L’arcivescovo di Treviri tenne su di ciò un’assemblea nel ii52, in cui promise il duca di riparare ai torti da lui fatti, ed ottenne a tal conditicene che fossero levate le censure. Nel ii53 fu assalito da Stefano di Bar vescovo di Metz, che gli ridomandava le fortezze di Hombourg e di Lutzelbourg di cui erasi impadronito dopo la morte di Ugo figlio di Folmar conte di Metz. Il vescovo, coadiuvato dai suoi parenti ed amici, ritolse quelle due piazze ed altri conquisti fece sul duca, il quale dal canto suo saccheggiò parecchie sue terre. Rinaldo conte di Bar, fratello del primo, si recò secolui a stringer d’assedio il castello di Preni, ch’era il baluardo degli stati del duca dì Lorena dalla parte di Metz. Erasi di già aperta la breccia e sfavasi per dare l’assalto; ma il conte di Bar preferì, secondo D. Calmet, di conciliare la pace tra il duca e suo fratello, piuttostochè continuassero una guerra che non poteva che tornar rovinosa ad ambi i Ì>artiti. Si apersero quindi le negoziazioni e fu conchiusa a pace. Il prelato ed il duca dopo la loro riconciliazione marciarono insieme contra il conte di Ilarverden loro comune nemico, il presero nel suo castello cui fecero spianare, e il mandarono prigione a Lutzelbourg. Indi attaccarono il castello d’Epinal, il cui signore o protettore erasi rendutó padrone e ricusava di farne omaggio al vescovo di Metz. La piazza fu presa d’assalto, e il prelato ne diede al duca il protettorato. Questo principe, inconcussamente addetto all’imperator Barbarossa, Io seguì in tutte le sue spedizioni ed ebbe parte in tutte le sue imprese. Nel 1155 acquistò da Drogon, capo della casa detta allora di Nanci, poi di Lenoncourt, la città di Nanci scambiata con Rosiè-res-aux-Salines. Finì Matteo i suoi giorni il i3 maggio (dì dell’Ascensione) 1176 nell’ abazia di Clairlieu da lui fondata, lasciando da Berta sua sposa, di nome Giuditta, secondo Ottone di Frisingue suo cugino, sorella di Federico Barba-