DEI CONTI DI FIANDRA ii(jg, sentita ch’ebbe la morte del conte Filippo suo fratello, si mise nel possesso della contea di Fiandra, di cui le avca fatto fare omaggio eventuale da’suoi vassalli, non clic al suo sposo, giusta Gilberto di Mons (pag. <)3), in mezzo a numerosa assemblea tenutasi a Lilla nel 1177 al suo partite per la crociata. La vedova Matilde reclamò il suo vedovile; la Francia pretese coll’armi in mano l’Artois qual dote d’isabella moglie di Filippo Augusto, ed Enrico duca di Brabante voleva l’intera Fiandra a, nome di «Ma-tilde sua sposa, figlia di Matteo d’Alsazia cónte, di Boulo-gne. Ma Baldovino mercè una somma di denaro allontanò tosto quest’ultimo. Nell’ottobre 1191 seguì il trattato o giudizio arbitramentale d’Arras con icui si aggiudicarono a Luigi figlio del re di Francia Arras, Bapauine, Aire, Saint-Omer, Hesdin e.Leris, gli omaggi di Boulogne5 di Guines, di Saint-Pol e d’Ardres; Gand, Ipres, Courtrai, Bruges e Oudenarde a Margherita; ed a Matilde per sua vita Lilla, Orchies, Douai, Furnes, Nicuport ec. ( Gilbert de Mons). Ritornato il re Filippo Augusto nel gennaio 1192 da Terra Santa, si recò Baldovino a visitarlo in Parigi per rendergli omaggio. Vinto dalle promesse e dai presenti di Matilde vedova di Filippo d’Alsazia, ricusò il monarca di accettàre quell’omaggio, e volle tutta,Fiandra fosse lasciata in vedovile a quella principessa, che prendeva il titolo di contessa-regina per esser figlia di un re. Richiese il conte che fosse giudicata la sua causa, ma il re, anzi che fargli giustizia, s’imaginò di farlo arrestare.-Baldovino avvertito dai suoi amici si diè alla fuga accompagnato da un cavaliere e da due domestici. Filippo Augusto, sdegnato della sua fuga, minacciò di fargli guerra. Lo confortarono i Fiamminghi col promettergli di assisterlo con tutte le loro forze". Ma il re muto opinione, e fece sapere al conte che poteva recarsi a lui in tutta libertà/ Il loro convegno,fu in Pe-ronne, ove Baldovino si obbfigò di pagarp in due tempi pel diritto di rilievo la somma di cinquemila marchi, peso di Troyes : Curii jaris sit, dice lo stesso Gilberto di Mons (pag. 233), sed non amoris in Francia ut quilibet homo prò rclcvio feodi sui ligii tantum del domino suo cpian-tuin ipsum feodum intra annum valeat. Allora 1’ omaggio di Baldovino non andò più soggetto a difficoltà, e fu reso T. XIII. 26