4,4 CRONOLOGIA STORICA passò in Fiandra nel 1297 alla testa di sessantamila uomini, e il suo arrivo diffuse lo spavento nel'paese. Le sue milizie, comandate da Roberto conte d’Artois, vinsero il dì i3 agosto a Furnes una battaglia contra i Fiamminghi. Filippo, dopo essersi impadronito di molte città, accordò ai Fiamminghi una tregua di due anni, che fu poi protratta sino all’Epifania del i3oo (N. S.). Spirata la tregua, Filippo l'cce partire un’armata sotto il comando del> conte di Va-lois alla volta dì Fiandra. Il co'ntc Guido incaricò Roberto suo figlio di tener fronte al nemico; ma il valore del giovane principe hon potè arrestare i progressi dell’armi francesi. Guido rinchiuso nella città di Gand, i cui abitanti erano disposti ad arrendersi al conte di Valois, prese il partito di recarsi a quel principe a Roden nel Brabante al principiare di maggio. Il conte, alla cui generosità abban-donavasi, gli dichiarò non rimanergli altri mezzi di ottenere la sua grazia se non che di recarsi a Parigi co’suoi due figli, Roberto e Guglielmo, a chiederla al re, promettendo clic ove non riuscisse a far la pace nqllo spazio di un anno, sarà Lbero di ritornare in Fiandra. A tutto acconsentì Guido, e lasciatosi condurre al re gli chiese prostrato a’suoi piedi perdono di tutto il passato. Il ne non volle tcher per buono l’accordo fatto da suo fratello, e trattenne prigione Guido co’suoi due figli e quaranta signori che lo aveano accompagnato, tradur fece il conte a Compiegne , inviò Roberto suo primogenito a Chinon e l’altro figlio in una cittadella d’Auvergne, finalmente confiscò la Fiandra riunendola alla corona e ne affidò il governo a Raule di JNéle, al quale poscia venne sostituito Jacopo di Chatillon zio della regina (Meier, fol. 88 r.°). Pacificata la Fiandra, il monarca si recò colà colla regina sua sposa nel i3oi (ibid.). lntte le città clic* incontrarono per via si contesero ia gloria di far lofo la migliore accoglienza, c quella di Bruges superò tutte l’altre. Vide la regina con sorpresa mista a dispiacere le cittadine, per la più parte di condizione mercatanti, dispiegare a’suoi sguardi corsaletti e vesti plie po-teano appena stare a paro colla splendidezza c il gusto dei suoi. Erano tutti di stoffa tessuti in oro e pietre preziose. « A Bruges, dissocila, non si vedono clic regine. Credeva » di esser io la sola a -rappresentare questa dignità ». I'1"