DEI CONTI POI DUCIII DI PENTIIIEVRE 331 «lavanti a Chateauceaux. Ma il duca ivi non era più: tra-slatato successivamente in diversi castelli dal conte di Pcn-thievre, era per ultimo stato rinchiuso in cpiel di Clisson. Intanto che la contessa madre difendea Chateauceaux, il conte assembrava truppe per liberare dall’ assedio la piazza; cd allestita in Normandia una piccola armata, ne affidava il comando a Giovanni dell’ Aiglc suo proprio fratello. Ma essendo questo generale stato respinto dagli assediatiti, e trovandosi la piazza ridotta agli estre.mi, fu mestieri parlare di capitolazione. La prima condizione fu quella della libertà del duca, la resa della piazza fu la seconda. Condottosi esso duca nel 5 luglio al campo degli assediatiti dal signore dell’Aigle, fu concesso alla contessa, ai suoi figli cd alle sue genti di uscir dal castello, il quale per comando del duca stesso venne in seguito raso al suolo. Dopo questo si trattò della espiazione dell’attentato commesso da quei di Penthievre; cd il conte e Carlo di lui fratello promisero di prestare soddisfazione alla celebrazion dei prossimi stati, e consegnarono in ostaggio Guglielmo loro fratello. Ma avendo essi mancato di parola, furono proscritti, cd i beni loro posti in Bretagna confiscati mercè giudizio dell’assemblea a profitto del duca, che ne rese partecipi il fratello ed i suoi più fedeli soggetti. Fu però mestieri di prendere le armi per metterneli nel possesso. La resistenza dei Penthievre quasi dovunque riuscì inefficace: ed il conte, costretto a darsi alla fuga, si ritirò dapprima nella sua contea di Limoges, di là passò a Ginevra, e si recò finalmente nella sua terra d’Avenes situata nell’Hainaut. Ivi fu egli arrestato per comando del marchese di Bade, sdegnato da una rapina commessa nel suo paese da qualcuno fra le sue genti. Invano il duca di Bretagna fece offerire al marchese considerevoli somme, perchè gli consegnasse il prigioniero: ben lontano dal piegare a questa proposta, trattò invece col conte medesimo della sua liberazione, e gliela concesse per la somma di trentamila scudi d’oro. Il conte nella sua dimora in Ilainaut, sposò in seconde nozze Giovanna di Lalain dama di Quievrain. (Non troviamo in veruna parte la data della morte della prima sua sposa.) Esso poi mancò ai vivi senza lasciar verun figlio da’suoi due maritaggi nel 28 settembre I/J33 (Vedi i visconti di Limoges).