DEI CONTI POI DUCIII DI BAR ENRICO IL 1214. ENRICO figlio di Tebaldo e d’isabella succedette nella contea di Bar a suo padre. Il 27 luglio dell’anno stesso si trovò nell’armata di Filippo Augusto alla battaglia di Bouvines, e fu in procinto di far prigioniero l’imperatore Ottone, che avea già ghermito pel collo e che non gli scappò che per la vivacità del suo cavallo. In quest’occasione, di lui parlando Alberico, lo chiama vir juve-nis cietate, animo senex, virtute et forma venustus. L’anno 1218 egli fortificò il castello di Foug posto sopra una montagna presso Toul e sulle rovine del palazzo di Savon-nieres, che i re della seconda stirpe aveano avuto in quel luogo. Nel 1220 fece la pace in conseguenza di una guerra di cui ignoransi i particolari con Matteo li duca di Lorena suo nipote, che si obbligò a pagargli la somma di tremila lire, moneta di Metz, dando per cauzione Bianca contessa di Sciampagna ed il conte Tebaldo suo figlio ( Martorine Anecd., toni. I, col. 887). Nel dicembre 1225, giusta lo stesso autore, fu fatto prigioniero in Borgogna in una guerra avuta con Giovanni di Chalon figlio del conte Stefano, ed Enrico di Vienna, a difesa di Ottone II conte di Borgogna. Per riavere la sua libertà che non fu se non alla Pentecoste dell’anno dopo, dovette sborsare sedicimila lire con promessa da lui non osservata di vivere, in pace cogli autori della sua prigionia. L’anonimo autore di una cronaca di Francia in versi francesi, scritta sulla fine del secolo XIII e pubblicata da Le Beuf (Dissert. sur V Ilist. de Paris, tom. II, pag. cxlvj ) parla di un secondo imprigionamento del conte Enrico in occasione della guerra che fecero i baroni di Francia nel 1229 (N. S.) a Tebaldo conte di Sciampagna. Pretende l’editore che il conte Enrico sia stato preso all’assedio di Bar-sulla-Senna fatto dai confederati, e pare voglia dir coll’autore ch’egli sia morto in prigione. Se non che il seguito delle imprese del conte smentisce assolutamente quest’ultimo punto, e prova altresì che la sua cattività, anche supposta reale, fu di brevissima durata. Vediamo difatti che in questo stesso anno 1229 egli liberò