462 CRONOLOGIA STORICA da attentati la fattagli donazione. Ma quel debole vecchio, sedotto ben presto dai nemici del conte di lui nipote, ritrattò quanto avea fatto, e lo costrinse ad uscir da’ suoi stati, di cui affidatagli avea la reggenza. Allora Baldovino si appigliò al partito dell’armi e s’impadronì di una parte della contea dello zio (V. Enrico il Cieco conte di Namur). Baldovino non incontrò le stesse difficoltà per la contea di Fiandra, che gli fu devoluta nel 1191 per la morte del conte Filippo d’Alsazia in virtù del suo matrimonio contratto nell’aprile 1169 con Margherita sorella di quest’ultimo, morto senza figli, e vedova di Baule II conte di Vermandois. Fatto allora rompere il suo suggello, che al dir di Gilberto di Mons portava l’inscrizione Balduini comitis Hannonicnsis, ne sostituì un’altra, cioè Balduini comitis Flandrice et Hannonice et Marchionis Namurcensis. Gli fu data quest’ultima qualifica, giusta il p. de Lewarde, dal nuovo imperatore Enrico VI in una dieta tenuta ad Hall, in cui Baldovino avea deputato il suo cancelliere Gilberto. Aggiunge lo stesso autore, che neli’assemblea stessa l’imperatore il dichiarò principe dell’impero. Manca, è vero, il diploma con cui gli siano stati conferiti que’titoli; ma attesta lo stesso Baldovino in una carta del 1192, clie l’imperatore Enrico VI col consenso dei grandi uffiziali lo avea inalzato alla dignità di marchese di Namur e di principe dell’impero : Quod . .. me marchionem et principem imperii', proc-eunte principimi suorum judicio . . . .fecissct (Miraci op. JDiplom, tom. I, pag. 294). Il conte Enrico suo zio era ben lungi dal soscrivcre a que’ titoli. Sempremai aizzato dai nemici di suo nipote, la lortuna di questo noi facea che più risoluto a frustrargliene la sua successione. Per vincere la sua ostinazione convenne venire a battaglia, che seguì il i.° agosto festa ili San Pietro in vincoli, lunedì, del iig4 a Neuville presso Namur. Baldovino benché inferiore i n forze ne uscì vittorioso. Il p. de Lewarde, dietro Gilberto di Mons, dice avervi egli fatto prigione il duca di Limbourg e suo figlio con più centotto gentiluomini, senza aver morto che un uomo solo. Alla quale vittoria tenne dietro un solido accordo tra zio e nipote, che ne dettò le condizioni. Il primo però sopravvisse al secondo, che morì l’anno dopo, ii95, a Mons