DEI CONTI DI FIANDRA 4p7 cova Fertant secolui in una lettiga portala da due cavalli pomellati. Mentre passava Ferrami gridava il popolo in foggia beffarda, che due ferranti (cavalli arabi) portavano Ferrante, ma Ferrante era inferrato (Cron. manose.) La contessa Giovanna ottenne il permesso eli' ritornar nei suoi stati c di amministrarli essa stessa, colia sola condizione di acconsentire alla demolizione delle fortificazioni d’Iprqs, Cassel, Valenciennes e Oudenarde. Era legge feudale che quando il signore feudale ricusava di far giudicare nella sua corte una causa clic verteva tra lui e il suo vassallo, o tra due de’suoi vassalli, entro i quaranta giorni ne’quali n’era richiesto, ciò clic ap-pellavasi far mancanza di diritto, quegli che si crédeva leso poteva appellarne al signore del suo feudatario. Giovanni sire di Néle, che pretendevasi in tal caso a fronte della contessa di Fiandra in uua causa clic avea con lei, ricorse in via di appello nel 1224 alla corte del re. Quindi fu-citata la contessa da due cavalieri ad essa corte. Comparve ella, n1a protestò di nullità-contra quella citazione, che secondo lei dovevaie essere partecipata da’ suoi pari e non da semplici cavalieri: Al contrario, la corte decise essere stata legalmente citata, giacché non si trattava di farla decadere dal suo pariato, ma sibbene di giudicare *una lite vertente tra lei e il suo vassallo. Passando poscia all’ appello di Giovanni di Néle, pretese Giovanna essere ésso mal fondato, e rivendicò a sé la causa; ma fu pronunciato un’altra vòlta che il sire di Néle non era tenuto eli ritornare alla corte della contessa, e che elodea giudicarsi a quella del re (Brussel, pag. 23j e 34o). L’anno iaa5 la Fiandra fu immersa in turbolenze .per uno dei casi più singolari. Un impostore chiamato Bertrand di Rains si spacciò per Baldovino IX padre della contessa di Fiandra. Si sollevò un gran partito tra la nobiltà e il popolo; ma l’anno 1.226 fu smascherata la sua impostura a Pcronne, alla presenza del re Luigi Vili. Egli si salvò colla fuga in Borgogna, c iu arrestato a Cliatenai, diocesi di Besancoii, da Arcambaldo di Chappes, ricondotto in Fiandra, menato per tutto il paese e impeso poscia a Lilla per sentenza dei pari di Fianelra. Tale è il racconto degli autori fiamminghi e di Alberico Tré-Fontane su quel perso-