64o CRONOLOGIA STORICA animo comportavano che suo figlio in partendo 1’ avesse fino al suo ritorno dichiarata reggente del regno. Infiammati per tanto dallo spirito di parte delegarono alcuni al duca di Vendome per indurlo ad insignorirsi delle redini del governo, siccome primo principe del sangue idoneo ad agire durante l’età minore del duea d’Alencon e l’assenza del contestabile di Borbone. Quest’era un esortarlo, senza che l'orse se n’ accorgessero, a porre il colmo ai mali della Francia eccitando così una guerra civile. La sua risposta fu ben acconcia a confondere coloro eh’aveano assunta quest’odio-sa commissione : Signori, disse loro, io vado a Lione per ricevere gli ordini di madama la reggente, la quale mi chiama con tutti i grandi del regno a concorrere alla difesa del re e della vostra salvezza. La reggente, ammirando con tutta la nazione una risposta sì generosa, nominò il duca di Vendome a capo del consiglio, e governò di concerto con esso lui. Una delle prime loro operazioni si fu quella di riscattare a spese dello stato i prigionieri fattisi nella battaglia di Pavia, restituendo con ciò valorosi difensori alla patria e rianimando lo zelo di tutto il ceto dellq nobiltà nel servigio dello stato. La reggente ed il duca proseguirono ad agire colla più perfetta concordia; e si può con certezza asserire, che i passi delia prima i quali meritarono maggiori encomi furono il frutto d#’saggi consigli del secondo. Allorché Francesco I fece ritorno in Francia parve che disconoscesse di quanto era tenuto al duca di Vendome. Questi avea sposata il 18 maggio i5i3 Francesca figlia di Renato duca d’Elencon. Ora essendo il duca Carlo fratello di questa principessa morto senza discendenti nel i5a5 per lo rammarico di essersi dato alla fuga nella battaglia di Pavia, Francesca ed Anna di lei sorella aspirarono all’immensa di lui eredità, che indipendentemente dai beni patrimoniali, comprendeva i ricchi possedimenti della casa d’Armagnac ch’egli avea ereditati. «Non èra duopo di-» strame che il ducato d’Alencon e la contea del Perche » ritenuti come appanaggi della corona: ed anche questi » da principio le due contesse li ripetevano, comprovando ” che tali feudi non erano giammai stati uniti alla corona, » e che per conseguenza non doveano sottostare alle leggi