DEI CONTI DI GUIÑES 527 gli altri tradusse a suo vantaggio dal latino in lingua romanza il Cantico dei Cantici cogli Evangeli delle domeniche ed altre omelie relative de’Padri; cosi maestro Goffredo gli voltò nella medesima lingua una parte della fisica d1 Aristotile; e Siinone di Boulogne scrisse egualmente una versione di Solino, ch’ebbe l’onore di presentargli. In fine questo conte teneva in si alta stima la letteratura che formò una ragguardevole biblioteca, affidandone la cura a maestro Hesardo di Hesdin. Narrasi che Gualtiero Silens, detto altrimenti Sileaticus, componesse per Baldovino un libro intitolato dal suo nome il Silenzio, ovvero il Romanzo del Silenzio, di cui il conte lo compensò magnificamente con cavalli, abiti ed altri presenti. Egli accolse splendidamente nel 1178 nel suo castello d’Ardres Guglielmo di Sciampagna arcivescovo di Beims, eh’allora era stato a visitate la tomba di San Tommaso di Cantorberi. Lamberto d’Ardres descrivendo il convitto ch’egli imbandì al prelato, narra che avendo i Francesi chiesto dell’acqua per temprar la forza de’vini greci con cui erano serviti, i paggi, alla maniera dell’acqua, versarono loro dell’eccellente vino d’Auxerre, Autissidoricum vinum pretiosissimum (era questo per conseguente viti bianco) ; di che accortosi il prelato, domandò al suo pspite senza mostrar diffidenza una tazza di quell’acqua. Il conte allora, alzatosi dalla mensa, corre difilato al buffetto, rovescia e spezza tutti i fiaschi dell’acqua fingendo d’esser briaco. « Questa graziosjtà, sog-» giunge Lamberto, recò diletto al grave personaggio, e me-« rito perdono della soperchieria che aveva usata ai coin-» mensali ». Nel 1179 Baldovino accompagnò il re Luigi il Giovine a questa medesima tomba. Egli allora aderiva agli interessi della Francia; ma nelle guerre che sorsero poscia fra il re Filippo Augusto cd il conte di Fiandra, si attenne costantemente al partito dell’ultimo; della qual cosa ne risentì f;rave danno il proprio paese pelle scorrerie che vi fecero e truppe francesi. Nel 1185 egli fu compreso nel trattato di pace che il conte di Fiandra conchiuse col monarca francese; ma questa pace, opera per lui della necessità, non lo rese per nulla più dedito agli interessi della Francia. Nel 1198, collegatisi insieme il conte di Guiñes e Rinaldo