DEI CONTI POI DUCHI D’AUMALE 545 711-715). Il re donò quattr’anni dopo la proprietà d’Au-male a Simone di Dammartin per se ed eredi. Dopo tale sinistro non rimase più a Baldovino che il semplice titolo di conte d’ Aumale, con cui egli morì il i3 ottobre del 1211; titolo il quale fu poi assunto e conservato da’suoi discendenti, o a meglio dire da quelli di Guglielmo dei Forti, cui Havoise, clic aveagli partorita una sola figlia, mancata senza posterità, sposò poi in quarte nozze (Bouquet, toni. XIII, pag. 57). In Inghilterra questi cliiamaronsi conti di Albemarle; ed estinto che fu il loro ramo, il nome d’Allumarle rimase ancora un titolo di cui molti signori inglesi vennero rivestiti; fra i quali il celebre generale Munck creato duca d’Albemarle dal re Carlo II, cui avea ristabilito sul trono d’Inghilterra. SIMONE di DAMMARTIN. 1200. SIMONE, secondo figlio d’Alberico II conte di Dammartin, essendo ritornato dall’Inghilterra, ov^crasi posto in salvo col genitore e con Rinaldo suo fratello per causa di fellonia, fu investito della contea d’Aumale dal re Filippo Augusto, con cui i due fratelli s’erano pacificali molti anni prima. Apparisce da qualche atto, che anche Rinaldo godesse una parte di questa contea, 0 meglio che i due fratelli la possedessero in comune. Filippo Augusto qualche anno appresso fece sposare a Simone Maria figlia ed erede di Guglielmo III conte di Ponthieu; ma questi scordando nel I2i3 i di lui benefizii, si lasciò trarre dal fratello nel partito di Ferrando conte di Fiandra eh’ crasi ribellato al re di Francia. Avendo per tanto combattuto nel seguente anno sotto le bandiere della Fiandra alla battaglia di Bouvines, venne proscritto da Filippo Augusto e privato della sua contea, cui nel febbraio 1224 (N. S.) il re Luigi Vili offerse in dono al principe Filippo Hurepel suo fratello. Essendogli nel 1225 succeduta Maria sua consorte nella contea di Pon-thieu, Luigi Vili inviluppò questa dama nella sventura del marito, facendo confiscare la della contea a proprio vantaggio. Ella però", mercè la sua sommissione, indusse nello stesso anno il monarca a rivocare il decreto della confisca; e nel ia3o ottenne dal re San Luigi il perdono del suo sposo T. XII. 35