DEÌ CONTI DI SAINT-POL 5o5 accompagnato da trecento armigeri nel luogo del convegno, di’erasi stabilito in capo al ponte su d’un piccolo ti urne tra la Fere e Noyon, ed ivi ha l’arditezza di frapporre una barriera fra se ed il monarca. Egli proferisce in sua difesa poche parole, il re gli promette d’obbliare il passato, e dopo ciò si dividono. Però la petulanza, con cui il conte-stabile era comparso alla presenza del suo signore, lasciava ima profonda impressione nel cuore di questo principe. Il contestabile che conosceva il carattere vendicativo del re, cercò il proprio scampo negl’ intrighi e nella scaltrezza. Indusse per tanto il re d’Inghilterra Eduardo IV suo nipote a fare uno sbarco in Pieardia, promettendogli l’aiuto del duca di Borgona, cui persuase in fatti a secondar tale intrapresa. La cosa però non sorti 1’ effetto ch’egli sperava; dacché Luigi XI venne a componimento col re d’Inghilterra , al quale il duca di Borgogna avea mancato di parola, e lo indusse a ritornarsene. Il contestabile vedendosi fallito il colpo, spedisce al re il suo segretario per persuaderlo che il duca era suo nemico; e tale -conversazione viene riportata a quest’ ultimo, il quale giura la di lui perdita. In un convegno per tanto, eh’ebbe col re a Soleure nel Luxemburghese il i3 settembre del segnò seco lui un trattato, pel quale promettevano entrambi di consegnarsi reciprocamente i loro comuni nemici, a capo dei quali posero il conte, che dovette rimaner confinato a Saint-Quentin, dove avea formata la sua piazza d’armi. 11 re marcia allora alla volta di questa citta, ma il contestabile non giudicando a proposito di colà aspettarlo, si rifuggia nelle terre del duca dopo avergli promesso eli porre in sua mano tutte le sue piazze di Pieardia. Giunto che fu a Mons, il duca occupato allora nell’ assedio di Nanci, comandò che fosse arrestato ; e dietro istanza del re, lo fece consegnare per mezzo del suo cancelliere Ugonetto nelle mani del bastardo di Buglione. Il contestabile condotto a Parigi, fu chiuso il 27 novembre 1475 nella Bastiglia; ed apertoglisi il processo, mercè un giudizio del parlamento emesso il 19 del susseguente dicembre, fu condannato a perder la testa nella piazza di Greve: supplizio ch’egli soffrì con assai costanza e rassegnazione. Tale fu il fine di quest’uomo, in cui, dice il padre Daniele, tutto era