5o{ CRONOLOGIA STORICA trecento uomini d’armi, di quattrocento arcieri e di molti signori, andò a raggiungere l’armata della lega, di cui capitanò l’avanguardia nella battaglia di Montlheri combattuta il 16 luglio. Luigi volendo pure a qualunque costo farsi suo il conte di Saint-Pol, il 5 ottobre seguente gli cinse la spada di contestabile; ed affine di togliere al conte di Cliarolais ogni sospetto su questo rapporto, finse di concedere a suo riguardo un tale onore al di lui favorito. Il conte di Saint-Pol, benché addetto al re per questa sua carica, non cessò per altro di tenersi amico il conte di Charolais fino alla morte del vecchio duca di Borgogna Filippo il Buono; e lo si vide eziandio nell’ armata di questo principe contro quelli di Liegi, siccome suo feudatario rispetto alle terre che possedeva in Picardía e nei Paesi-Bassi. Ma divenuto Carlo duca di Borgogna, il contestabile, nelle contese insorte fra questo e il monarca, sposò positivamente il partito dell’ultimo. Nel dicembre del >47° egli tolse al duca, senza avventurar nulla, la città di Saint-Quentin, che custodiva a suo nome; e al cominciare del successivo indusse per via di emissari la città d’Amiens a darsi in mano del re. Come però egli trovava il suo utile nel continuare la guerra, tergiversò di soppiatto i piani d’ accomodamento che si vennero proponendo. Nel accortisi il re ed il duca che il conte- stabile egualmente tradiva gl’interessi di entrambi colla mira di rendersi indipendente dall’uno e dall’altro, entrarono insieme nella deliberazione di perderlo; e la cosa si conchiuse col mezzo degli ambasciatori dei due principi nelle conferenze di Bouvines, dove mercè un trattato sotto-scritto da ambe le parti, essi due principi convennero di far dichiarare a suono di tromba il contestabile loro-comune nemico, reo di lesa maestà e-colpevole di fellonia, promettendo che quello dei due, il quale primo giungesse a farlo arrestare, lo metterebbe a morte otto giorni appresso, ovvero lo consegnerebbe all’altro, perchè io assoggettasse ad un breve giudizio. Ala non avendo il re voluto ratificare il trattato, le firme si sottoposero soltanto dagli ambasciatori di Borgogna. 11 contestabile avvertito della tempesta che gli sovrastava, chiese, ad oggetto di giustificarsi, una conferenza col re, che gli venne concessa. Se ne va pertanto