DEI CONTI DI BOULOGNE 433 Principal segno alla sua avarizia furono i signori di Tour-nehem, di Lens, d’Amiens suoi propri vassalli, gli altri nobili che gli erano soggetti, e i popolani in fine delle sue terre, che dopo la ritirata de’ Normanni cominciavano a ristorare la .loro fortuna. Egli imponeva loro eccessive gabelle, di cui esigea il pagamento con tale violenza, che molti presero il partito della fuga per porre in salvo la propria vita. Avendo Erfredo barone d’ Ardres tentato di prendere la difesa di quegli oppressi, Regniero andò un giorno da lui e lo assassinò. La vedova di Erfredo, non volendo lasciare impunita la morte dello sposo , mise insieme le sue genti, e nella vigilia di Natale, attendendo in un aguato che il conte ritornasse dalla caccia, il fece stilettare in mezzo a1 suoi cani. Questo avvenimento è anteriore alPanno 900. , ERKENGERO. ERKENGERO, che alcuni pretendono figlio di Regniero, fu successore di 1-ui nella contea di Boulogne. Il moderno storico di Calais avvisa, non essere egli stato che governatore amovibile di questo paese, sotto la dipendenza di Baldovino il Calvo conte di Fiandra, a cui il re Carlo il Semplice, die’egli, avea affidata la contea di Boulogne dopo averla confiscata al conte Begniero in punizione dell’assassinio del baron d’Ardres: locchè in fatti rileviamo da Iperio n«lla sua cronaca di Saint-Bertin. Tuttavia Erkengero venne appellato contg di Boulogne nella vita di San Bertulfo di Benti, ove è detto, essere egli stato illustre pe’suoi natali e per la sua potenza : Bononiensium comes fuìt Erkcngarius genere et potentia non parum egregius {Bouquet, tom. IX, pag. 133). Nel suo tqmpo il Boulonnais fu esposto alle frequenti incursioni de’ Normanni. Testimonio dei miracoli che si operavano sulla tomba di San Bertulfo a Benti, Erkengero fece trasferire il di lui corpo a Boulogne, affinchè la presenza d’un protettore così potente servisse di salvaguardia a questa città contro le incursioni de1 barbari. Boulogne, dicesi nella medesima vita, era sin d1 allora una città libera e fortificata; ed era inoltre consacrata da una sede vescovile: Sede insuper episcopali con* T. XII. ’ 28