DEI COMI DI SA1M-POL 497 delle prove , ch’egli si fosse obbligato a rimettere in mano del re d’ Inghilterra alcuna delle fortezze che possedeva ne’Paesi-Bassi. Il conte, accorgendosi non essere per lui più sicurezza in Francia, scappò segretamente e tornossene in Inghilterra, ove le nozze si celebrarono a Windsor nell’ottava di Pasqua del i38o, se stiamo a Tommaso Wal-singham. Egli qualche tempo dopo ripassò il mare; ma non osando mostrarsi nelle terre del re, che avea fatto occupare i di lui castelli, ritirossi nel dominio del conte di Moriammez suo cognato, ove restò fino alla morte di Car- lo V. Ma da che questo monarca ebbe chiusi gli occhi, Walerano si adoperò nel domandar grazia al di lui successore, e la ottenne mercè l’ascendente dei principi. Non pago però del suo ristabilimento, volle anche soddisfare alla propria vendetta, cercando di perdere colui al quale attribuiva la lunga durata del suo infortunio; ed era questi Bureau della Biviere primo ciambellano, ministro e favorito del defunto re. L’accusò dunque di pratiche cogl’inglesi, ed offerì di allegarne le prove. L’accusa fece breccia nell’animo del re, il quale spogliò la Riviere della sua carica; ma Clisson, ch’era tenuto all’accusato della spada di contestabile, i duchi di Borgogna e di Berri, ed altri signori parlarono con tanta efficacia in di lui vantaggio, che non guari dopo vi venne ristabilito. Nell’anno ligi, dopo avere richieste certe somme di denaro che il di lui padre avea prestate al suo congiunto Wenceslao re di Boemia e poscia imperatore, Walerano entrò a mano armata per farsi da se giustizia nel Luxem-burghese, ove incendiò centoventi villaggi. Ma essendogli venuto incontro il conte di Castiniac, lo ruppe e lo puse in fuga con sì grave perdita, che non si sentì più tentato in seguito di affrontarlo. Walerano accompagnò nel i3g2 il re Carlo VI nella sua sfortunata spedizion di Bretagna, sebbene, secondo Froissart, fosse nel numero di coloro che sar tlonne straniere senza la concession del sovrano.