i68 CRONOLOGIA STORICA glicrc il matrimonio illegalmente conlratto (i). I quali infortuni avendolo fatto rientrare in se stesso, si rapacificò col monarca, cui servì in seguito con inalterabile fedeltà. Non così operò Ugo di Creci, che sempremai accanito con-tra il suo sovrano, portò dovunque furiosamente il ferro ed il fuoco e, giusta la cronica di Morigni, si rese così formidabile che coi moltiplici commovimenti causati nello stato scosse per così dire il trono. Nò fu meno ardente contra Milone di Brai suo cugino che gli avea tolto 'Muntlheri; ma dissimulò lunga pezza il suo livore, attendendo l’occasione propizia a farlo scoppiare. Finalmente nel ni8 o all’incirca sorpresolo a Rochefort lo fece prigioniero; indi dopo averlo tratto in diversi castelli, sempre incatenato qual malfattore, non sapendo dove custodirlo con sicurezza, nè osando porlo in libertà per timore della sua vendetta, lo fece a Gommcts strozzare.- Affermano alcuni aver egli avuto la crudeltà di farlo morire di propria mano. Che che ne sia, gettar fece il suo corpo da una finestra per dare a credere si fosse ucciso da se stesso nel voler salvarsi; ma il delitto fu scoperto, ed il re stesso venuto con grande seguito a Gommets condannò Ugo a giustificarsi, secondo 1’ uso d’ allora, mediante il duello. Gli si assegnò per ¡steccato la corte d’Amauri di Montfort, la cui figlia eragli stata promessa in età ancor nubile; ma Ugo non ebbe il coraggio di esporsi a tal rischio, e vedendosi convinto, andò a gettarsi ai piedi del re chiedendogli perdono, e rinun-ziatagli la sua terra entrò nell’ ordine di Cluni per farvi penitenza . Quanto al cadavere di Milone di Rrai, fu seppellito nel priorato di Long-Pont, e siccome non avea figli, venne riunita alla corona la terra di Montlheri ; riunione che la rese a poco a poco ragguardevole e diede luogo ad istituirvi prevosti e guardie del castello. Nel ii4o n’era prevosto certo Durand. Anche i re di Francia si portavano talvolta a risiedervi. Luigi il Giovine nel 1144 segnò ivi (1) Ives di Chaitres, gran canonista e zelatore per l’osservanza delle regole, inveì fortemente contra questo secoudo maritaggio ili Milone, scrivendo al papa nel prevenirlo di questo affare* Si causa j\lilonis el filiae comitìs Stepfiani ad aurei veslras peivenerit sciat P. V. quia Milo priorein uxorem canonìcae non dimisit et filiarn comitìs Stephani amonicao non uccepU (£/;. Ives fu aauoHulo e lUclnaialo uullo il yiaUiinouio. \