DEI SIGNORI E BARONI DI COUCI 397 al re ed al paese che aveano ricevuti i primi suoi giuramenti. Filippetta sua figlia minore sposò qualche tempo dopo Roberto di Yeer duca d’Irlanda e conte d’Oxford, che in seguito la ripudiò, vivente ancora Engucrrando, per dar la mano ad una damigella della regina. Enguerrando non era meno versato nel maneggio della politica che nel mestiere dell’armi; e ben ne fece sperienza il re Carlo in molte ragguardevoli negoziazioni a lui affidate. Rinnovellatasi la guerra, egli recossi a Bergerac, ove raggiunse l’armata vittoriosa del duca d’Anjou. Di là Car- lo V lo fece passare in Normandia per assoggettare le piazze che stavano all’obbedienza del re di Navarra, ed ivi prese che ebbe Bayeux, Carentan, Moulineaux, Conches e Passi, anche Evreux gli aperse le porte. Essendo morto il conte-stabile di Guesclin nel i38o, Carlo V per rimpiazzare quella carica gettò gli occhi sopra il sirediCouei; ma questi con un tratto di generosità del tutto singolare preferì la salvezza dello stato a quella splendida dignità. Siccome il re avea di fresco conquistata la Bretagna sopra il duca Giovanni di Montfort e per conservare questa provincia faceva mestieri di scegliere un uomo che perfettamente conoscesse i Bretoni ed egualmente fosse da lor conosciuto, portai motivo Enguerrando consigliò al re di conferire ad Oliviero di Clisson la spada di contestabile. Carlo per una specie di risarcimento affidò a lui il governo di Picardia, provincia nella quale ei fece prova di gran valore contro gl’ Inglesi, nè ebbe a lagnarsi dappoi.che questo non venisse alla corte riconosciuto. Dopo la morte di Carlo V, Luigi duca d’Anjou, reggente del regno, gli concesse, mercè lettere del 27 settembre i38o, il castello e la castellania di Mortagne-sur-l’Escaut in compenso dei servigli che lo stato avea da lui ricevuti e di quelli che tuttavia ne attendeva (Ree. de Cal-bert., voi. 35, fol. 5). Enguerrando nel i5 gennaio del seguente anno soscrisse a nome del re Carlo VI un trattato di pace col duca di Bretagna, e atteso che una sollevazione de’Parigini cagionata dalle imposte aveva costretta nello stesso anno la corte a ritirarsi a Meaux, fu egli spedito contro i ribelli per eccitarli a ritornarsi al dovere; nel che riuscì in maniera colla dolcezza e saggezza delle sue rimostranze, che indusse i Parigini al punto di consentire