420 CRONOLOGIA STORICA governavano il regno, volendo impedire al monarca di passar il mare, fecero ogni sforzo per indurre gli ambasciatori a non significargli il motivo della loro missione. Questi però nell’accommiatarsi da Eduardo, per non mancare interamente al loro dovere, si contentarono di dirgli, come per via di consiglio, ebe dentro un certo tempo dovea recarsi a prestare 1’ omaggio al loro signore ; nè trascurarono pure di erigere un processo verbale sulla intimazione, come se questa avesse formalmente avuto luogo (P,Valsingham , ad ann. i323). Spirato il termine, Carlo di Valois, nemico mortale degl’ Inglesi, si pose in viaggio col consenso del re suo nipote per impadronirsi dell’Agenois e del Ponthieu; ma essendo giunto a Reole in Guienna, ivi conchiuse con Edmondo conte di Kent fratello del re d’Inghilterra una tregua sino a tanto che i due re potessero trattare la pace. La regina Isabella sorella di Carlo incaricossi di questa negoziazione, e a tal effetto venne in Francia nel i325 con ambasciatori che il re suo sposo le aveva uniti. Nel trattato di pace da lei conchi uso fu ritenuto, i due re si troverebbero a Beauvais alla metà del prossimo agosto; l’inglese ivi renderebbe l’omaggio che doveva al re di Francia; e sino a tanto ch’egli avesse compiuto questo dovere, sussisterebbe il sequestro feudale delle sue terre di Francia. Eduardo ratificò questo trattato nel i3 giugno; ma non sapendo risolversi a prestare l’omaggio in persona , amò meglio di cedere tutte le sue terre di Francia al proprio figlio Eduardo. Furono i due Spcnser padre e figlio, dietro il cui consiglio solea regolarsi, che gli fecero abbracciare un tale partito; dacché non osando essi di accompagnare in Francia il loro signore a motivo del grande odio che loro portava la regina Isabella di lui consorte, nè dimorare in Inghilterra senza di esso per tema della vendetta del popolo e dei grandi, da cui erano detestati, sacrificarono al proprio interesse quello del principe, consigliandolo a spogliarsi d’una parte de’ propri dominii. Eduardo pertanto fece stendere il 2 settembre i325 lettere-patenti che contenevano la donazione al proprio figlio della Guienna e del Ponthieu, a patto peraltro che se il giovine principe venisse a morte prima di lui, tutte queste terre in lui tornerebbero. Ma Eduardo il figlio, siccome non ancor mag*