DEI COMI DI VALOIS di Neri. Dopo aver colà soggiornato con poco buon successo sino alla fine di febbraio dell1 anno seguente, egli andò a raggiungere a Roma il re Carlo, che colà lo aspettava per condurlo seco a Napoli, dove si dovea ricominciare la guerra contro Ferdinando d’ Aragona. Quest’ ultimo abbandonò tutte le conquiste che av?a fatte nella Puglia e nella Calabria al solo spargersi dell’arrivo del conte, il quale lo inseguì nella Sicilia con una flotta di duecento vascelli. Poste a terra le sue truppe, egli prese qualche città di quell’isola e si rese signore della campagna ; ma le malattie e la fame che entrarono nella sua armata lo costrinsero ad accettare una pace oflertagli da Ferdinando quantunque sfavorevole alla di lui gloria ed alla riputazione delle sue armi. Egli ritornava a Sens il 24 marzo i3o4 (N. S.), come consta da un trattato di matrimonio ch’egli conchiuse in quel giorno con Roberto II duca di Borgogna tra Filippo figlio primogenito di quest’ultimo e Giovanna figlia del conte: trattato che non ebbe poi effetto attesa la morte della giovane principessa. Recatosi nel i3o5 a Lione, fu presente ai 14 di novembre alla incoronazione del papa Clemente V, c nella calvacata che si tenne per tale cerimonia trovossi egli fra i principi che servivano di scudieri al pontefice. E cognito l’accidente funesto che converti quella festa in un giorno di lutto. Il muro stesso che cadendo schiacciò il duca di Bretagna fratello del papa e parecchi altri gentiluomini,ferì gravemente anche il conte di Valois (V. Clementi). Carlo colla sua prudenza rappacificò nel i3i5 la sollevazione di una parte della nobiltà contro il novello re Luigi Hutin suo nipote, e la ridusse al dovere col ristabilirla a nome del monarca in quelle prerogative medesime di cui essa godeva sotto il regno di San Luigi. Ma vittima di questo accomodamento fu Enguerrando signore di Marigni sopra-intendente delle finanze, il quale si riteneva come autore delle esazioni c delle alterazioni nelle monete che si erano effettuate sotto il precedente regno. Carlo s’indusse tanto più volentieri a sacrificare questo ministro al pubblico ri-sentimento, in quanto eh’ egli era personalmente adirato contro lui per un motto insolente che aveagli diretto in pien consiglio in un accesso di collera. Fu Enguerran-do arrestato, gli si aperse processo, e senza voler ascoltare