DEI SIGNORI E BARONI DI COUCI 289 nel giudicare colle leggi dell’ armi... E tutto che molti pregassero il santo re pel detto nobile Engucrrando, nulla ottennero da lui, che ascoltar non volle le loro istanze... Ed alla per fine, dietro il parere di ipie’ consiglieri, egli multò il detto sire di Couci in dodicimila lire parigine (1), somma che spedi in Acri perchè s’impiegasse in aiuto di Terra Santa (2). Nè già per questo tralasciò di condannarlo alla confisca del bosco ove i suddetti giovani erano stali appesì, non che ad inalzare tre perpetue cappellanie a vantaggio dell’ anime di quegli estinti, togliendogli ancora ogni giurisdizione intorno' alla selva ed ai vivai (Vie de S. Louis, edition du Louvre, pag. 379 e 38o). Tale è in compendio la relazione di questo avvenimento fattane dal confessore della regina Margherita ; avvenimento di cui pochi sono più interessanti, dappoiché fu questo uno de’primi colpi recati all’atroce uso dei giudiziari duelli. San Luigi, padrone della persona d’ Enguer-rando, ma contrastato dall’opposizione dei pari, che non volevano si giudicasse per inquisizione, dimostrò una tale fermezza, che congiunta all’imporlanza della causa, rese questa azione sommamente osservabile nella vita di questo principe; e fu per conseguenza uno degli oggetti discussi nella procedura tenutasi negli anni 1282 e 1283 per la sua canonizzazione. Ora, se questi sono gli atti di quella procedura, che il confessore (pag. 292) afferma essergli stati trasmessi, e eh’ egli ad istanza di madama Bianca figlia del santo re ha poi trascritti e pubblicati, ne viene eh’«sso dee preferirsi a Guglielmo di Nangis, il quale nei suoi annali del regno di San Luigi riferisce, che avendo Enguerrando nel processo aperto contro di lui chiesto di 9 (0 La lira effettiva ilei tempo di San Luigi corrisponderebbe a’nostri giorni a diciassette lire, tredici soldi, tre denari e centotrentanove centosei— lantaqualtresiiui ; perché-il marco d’argento monetato valeva cinquantotto solili, ed era a undici denari e dodici grani di lega: per modo che dodicimila lire parigine, ovvero quindicimila lire lornesi, corrispondono a ducentoses-santaqualtromila novecentottantaselle lire, soldi otto e sei denari. (2) Nangis al contrario riferisce che questa multa, la quale non ascese che a diecimila lire, fu impiegata nel costruirà là Maison-Dieu eli Poh-l0lse, le scuole ed i dormitorii de' frati Predicatori di Parigi, e tutto «Sfatto il monastero dei frali Minori. T. XII. ,0