DEI CONTI DI VERMAND. POI DUC. DI VALOIS ai5 santo religioso, d’Homblieres per metterlo a parte de’suoi rimorsi, consigliato dal medesimo, egli lo seguitò in quest’abazia, dove fece professione. Ma avendo ricuperata la salute, abbandonò il monastero, rientrò in possesso della sua contea e ripigliò il primo tenore di vita. Dio lo punì con una malattia la più orribile; e già in quello stato gli si recava il santo viatico; ma egli in riceverlo sentì nella sua bocca un fuoco divoratore che gli consumò la lingua, e morì qualche ora dopo in mezzo ai tormenti, che furono il preludio dì quelli che lo attendevano nell’altra vita. Tale in sostanza è il sunto del .passo di Baudri, il quale cita, siccome mallevadore, Gerardo vescovo di Cam-brai. L’epoca della sua morte non trovasi in verun luogo chiarita, ma non v’ha dubbio vivesse ancora nel ioi5, come provasi da una carta da lui iirmata il i.° febbraio dello stesso anno, mercè la quale permetteva ad uno de’ suoi servi, nominato Firm9t, d’assegnare una piccola terra, terrulam, all’ abazia di Saint-Prix per fondar ivi il suo anniversario (Cartul. de Saint-Prix). Pretendono altri eh’ egli vivesse fin verso l’anno 1021. Da sua moglie Emma, la quale senza annoverare i beni che avea donati ai monasteri, quel- li che avea impiegato nel fondare dodici priorati, e tutti quegli altri da lui venduti per dispensarne ai poveri il prezzo. Il re entrò allora in possesso del Vexin, ed essendo con ciò divenuto protettore dell’abazia di Saint-Denis, • prese per sua bandiera l’ori-ilamma , che era quella appunto di questo monastero. Stefano conte di Sciampagna s’impossessò delle terre che si trovavano nella sua contea a titolo di discendente d’Alice figlia di Raule II conte del Valois; ma ne cedette però una parte ad Ugo Bardoul figlio di Bartolommeo di Bro-yes e di un’ altra Alice di Crepi. Nel numero dei domimi che a lui rimasero , fu anche la contea di Bar-sur-Aube, per cui seguitò a prestare omaggio al vescovo di Langres. Enguerrando signore di Boves s’impadronì di una parte*della conte^ d’A-miens, e lasciò l’altra di buon 0 per forza a Guido e ad Ives, la cui figliuolanza non bene si conosce. Du Cange conghiettura (Hist. manuscr. des comics d’Amiens, pag. 116) fossero dessi fratelli consanguinei di Simone, ma figli di un’altra madre. Altri pensano invece che Guido fosse