DEI SIGNORI E BARONI DI COUCI 279 rinchiuso entro le mura della piazza, che ritenevasi per imprendibile, avrebbe probabilmente potuto trionfare di ogni sforzo del principe ; ma volle la Providenza eh’ egli tentasse una sortita, nella quale venne mortalmente ferito dal conte Raule, che cosi saziò il suo personale risentimento vendicando la morte del proprio fratello. Tommaso allora fu presentato al re, il quale impose che fosse trasportato a Laon, dove morì senza aver dato verun segno di pentimento, e senza neppure aver voluto restituire i mer-cadanti che teneva prigioni (Suger). Guglielmo di Nangis col\oca la di lui morte al 1128, ma Roberto du Mont e la cronaca di Saint-Medard di Soissons ritardandola di due anni la pongono al ii3o: e di quest’avviso sono pure du Chesne, i signori di Saint-Marthe ed i migliori storici francesi. Dalla prima sua sposa lasciò Tommaso una figlia di nome Ida, come la madre, e Basilia, secondo Alberico, che fu moglie di Alardo signore di Cliimai, cui du Chesne, ingannato dall’ identità del nome, fa sposo della madre in iscambio che della figlia. Dalla terza sua sposa, morta al più tardi nel 1 i47, ebbe Tommaso due figli, Enguerrando di cui or ora parleremo e Roberto signore di Boves, cui le sue nozze con Beatrice figlia d’Ugo 11 conte di Saint-Pol, rese conte d’Amiens, morto all’assedio d’Acri nel 11915 nou che una figlia che sposò Ugo signore di Gournai in Normandia, dopo essere stata fidanzata ad Adelesmo figlio di Adamo castellano d’Amiens. ENGUERRANDO 11. ii3o. ENGUERRANDO, figlio maggiore di Tommaso, succedette a lui nelle signorie di Couci, della Fere, di Marie, di Creci, di Vervins, di Fontaines e d’altri luoghi, conservando in oltre la proprietà diretta sulla terra di Boves, ch’era toccata in sorte al fratello Roberto, e che dipende tuttavia da quella di Couci. La prima cosa ch’egli fece, allorché videsi possessore di que’ dominii, fu di restituire alle chiese i beni di cui suo padre aveale spogliate; e di queste restituzioni esistono tuttora degli atti in data del 11S1. Egli inoltre ne donò loro in seguito parecchi altri. Ciò nondimeno il re ed il conte di Vermandois, che ave-