CONTI DI MONTECIIIARUGOLO MARCANTONIO. i46o. Dietro le disposizioni di Cristoforo suo padre, il primogenito MARCANTONIO assunse il governo di Mon-techiarugolo, non che la tutela de’suoi fratelli. Nello stesso anno però egli passava nel regno di Napoli, sotto le bandiere di Alessandro Sforza, inviato dal duca di Milano in soccorso di Ferdinand^ re di Aragona contro Giovanni d’Anjou. Nel 27 luglio 1460 si distinse moltissimo alla battaglia di San-Fabiano, e ne ottenne i più grandi elogi (V. Simonetta Sforzici, lib. XXVll). Nel 1461 tornava ne’suoi dominii, ove il richiamavano domestici affari, e nella state del seguente anno ritornava al campo dello Sforza, ove disgraziatamente periva li 4 settembre, nuotando tutto armato in un lago ove la notte precedente avea sognato di restare sommerso. A gran fortezza di corpo egli univa deciso ingegno per la poesia ( Vedi Fulgotius, Dieta et facta memorai/., lib. I, cap. 5; Lodovico Domenichi, Ist. varia, lib. IV, pag. 214; Cardanus, Synes soma., lib. IV, cap. 2; Erba, Ist. M. S. di Parma). Come si è detto, egli non prese moglie, e non lasciò quindi posterità. MARSILIO. 1462. MARSILIO, dopo la morte di Marcantonio, cedette a Guido suo fratello la carriera ecclesiastica, obbligato com’era ad abbandonarla per mettersi alla testa degli affari. Tenera amicizia uriivalo all’altro fratello Giacomazzo, cui egli amava svisceratamente, e col quale nel novembre t465 egli si portava a Guastalla onde dar termine ad alcune. deferenze colla contessa Maddalena del Carretto, usu-iruttuaria di Pier Guido I. Marsilio, governatore di Tortona