DEI CONTI DI SAVOJA fino a Varna loro capitale, cui strinse d’ assedio. Stupefatto dalla rapidità delle sue conquiste, il re dei Bulgari fece proporre al conte, col mezzo del patriarca di Costantinopoli , una via di accomodamento, che venne accettata. Non è però vero che una fra le condizioni della pace fosse, come pretende Guichenone, la liberazione di Giovanni Paleólogo, che il bulgaro riteneva prigioniero : codesta cattività è una mera finzione. Bitornatosi ne1 suoi stati, Panno i36'7, Amedeo fu l’.arbitro delle controversie che tencano divisa l’Italia, e gli riuscì di terminarle, sia colla propria interposizione, sia colla forza delle sue armi. Intanto una violenta procella, concertata fra papa Gregorio XI e l’im-perator Carlo IV, stava sopra Galeazzo e Bernabò Visconti signori di Milano: la lega del capo della chiesa con quel dell’impero fu conchiusa nel 7 luglio 1872: essendo in essa entrato anche il conte Amedeo con Luigi re di Ungheria e Giovanna regina di Napoli, promise di somministrare per parte sua duemila lancie. Erasi poi convenuto nello stesso trattato che il conte di Savoja, nelle conquiste che farebbe sopra i Visconti, restituirebbe alla chiesa romana i territori eh’essi le avevano tolti, e tratterrebbe gli altri per se. Amedeo in due campagne defatigò talmente i Visconti, eh’essi, determinatisi a chieder la pace, fecero i più gravi sacrifizi per ottenerla (Guichenon, tomo I, pag. 422). Nel i382 Amedeo, mercè il trattato che conchiuse con Luigi d’Anjou, ottenne da esso il Piemonte, e gli guidò alcune truppe per aiutarlo ad impossessarsi del regno di Napoli. Senonchè colto dalla peste in questa provincia, morì presso Santo-Stefano nella Puglia ai 2 marzo 1383, universalmente compianto. Amedeo fu senz’opposizione uno de’più illustri sovrani del suo secolo, e nessuno dei suoi antecessori erasi acquistata tanta gloria che lui: meritò di essere appellato il protettore della santa sede, il più fermo appoggio della potenza imperiale, l’amico ed il vendicatore de’principi sventurati. Egli estese notevolmente le frontiere de’suoi stati, unendovi le baronie di Vaud, di Gex, di Valromei, le signorie di Quiers, di Bielle, di Coni e di Verme. Visse ognora coll’armi alla mano, e nondimeno i suoi sudditi restarono sempre in pace, perchè allontanava T. XVII. i5