33?. CRONOLOGIA STORICA lmon senso della duchessa Caterina die’luogo a ridestarle fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, che la solerzia di Galeazzo aveva sopite. Molte città si ritirarono dall’obbedienza del giovane duca; e il cardinale Baldassare Cossa, legato tlel pontefice Bonifacio IX, attizzava il fuoco della rivoluzione e faceva dal lato suo qualche conquista nel Bolognese. I reggenti di Milano, per impedire l’intera ruina del lor signore, presero il partito di venire a pace col pontefice, cui cedettero per trattato del 25 agosto i4o3 Bologna, Assisi e Perugia. .Siena in pari tempo ricuperava la libertà. Essendo il duca Giovanni Maria entrato in discordia colla madre sua, la fe’rinchiudere l’anno i4c>4 nel castello di Milano, ove cessò di vivere a’ i5 settembre dell’anno stesso. Filippo Maria, fratello minore del duca c conte di Pavia, venne nell’anno medesimo imprigionato da un cittadino della stessa città, di nome Zaccaria, e perdette durante sì fatta cattività Vercelli, Novara ed altre terre che possedeva in Piemonte. Ecco dunque quella potenza dei Visconti, dice giuratori, fin allora così formidabile, interamente sovvertita. II duca Giovanni Maria, scorgendo le fazioni de’Guelfi e de’Ghibellini egualmente sollevate contro il suo governo, si determinò nel 1408 per consiglio degli amici di sua famiglia a nominar governatore di Milano, che queste fazioni a vicenda laceravano, Carlo Malatesta signor di Rimi ni, uno fra i più saggi e più valorosi signori d’ Italia. Ma nel seguente anno essendosi i Milanesi dati al maresciallo di Boucicaut, già governatore di Genova, egli si ritirò. Boucicaut nel seguente anno perdeva entrambi i governi ; il forzato suo ritirarsi, che si riguardò come opera di Facino Cane, accrebbe ragguardevolmente l’ascendente cd il potere di quest’ultimo, suo capitale nemico, che trovandosi in guerra col duca conchiuse una tregua, ed in seguito a’3 novembre i4°9 un trattato di pace con esso lui. La nuova di tale accomodamento cagionava una indicibile gioia a Milano, ove Cane entrò quasi in trionfo a capo delle sue genti; ina fin dall’aprile successivo essendo insorta una contesa fra le sue genti e quelle del duca, egli fu posto nel pericolo di perder la vita, e rimasegli solamente il tempo di salvarsi a Rosate. Breve fu la sua assenza, mentre nel 7 maggio successivo se uè tornava a