DEI SIGNORI DI FERRARA 4gi rientravavi, mercé un accomodamento. Nel seguente anno, «cacciato a sua volta da Salinguerra, cingeva d’assedio questa città, ma avendolo quest’ultimo, col pretesto di maneggiare una pace, attirato con cento de’suoi dentro le mura, eccitogli contro una sollevazione, per cui sarebbe perito, se una pronta fuga non gli fosse stata salute. Nel 1240 collegatosi per gli intrighi di Gregorio da Monte-longo, legato del pontefice, co’Veneziani, Rolognesi e Mantovani, poneva alla loro testa l’assedio a Ferrara, nel principio del febbraio. In questa occasione venne Salinguerra fatto prigioniero, e così videsi liberalo il nostro marchese da un pericoloso nemico, e Ferrara, mercè anco le intelligenze che egli vi conservava, gli aperse le porte. Nel 1249, il famoso Ezzelino V (1), podestà di Padova, il più (1) Si è spesso confuso i differenti Ezzelini, e ci sembra indispensabile di far conoscere questi uomini celebri) tanto sfigurati dagli errori degli storici. ECELO o EZILONE, figlio di Arpone, si trovava fra i baroni alemanni che accompagnarono verso il io36 l’imperatore Corrado II in Italia, il quale poscia gli donava i feudi di Onara e Romano, di cui i suoi discendenti portarono i nomi. La di lui sposa Gisla, che viveva sotto la legge lombarda, viene nominata in una donazione fatta dal di lei marito ni monastero di San-Felice nel 1074* Un diploma dell’imperatore Enrico IV, datato anno 1091, in favore delle monache di San-Pietro di Padova, è l’ultimo atto ove si trova Ecelo I \ e sembra ch’egli morisse poco dopo nell’età sua di ottanta anni. Gherardo Maurizio fa un grande elogio della probità e delle virtù sue. Egli lasciò due figli: Ecelo lì ed Alberico. Ecelo II ALBERICO I di lui fratello fecero ricche donazioni a varii monasteri, ciò che loro meritò fama di pietosi e rispettabili personaggi. Nel passaggio dell’imperatore Enrico V in Italia, l’anno 1116, mentre questi rendeva giustizia, essi erano seduti a’di lui fianchi. La moglie di Ece- lo II chiamavasi Aica, q.uella di Alberico Conizza 0 Cunegonda, la quale ebbe un solo figlio Ecelo JII. Alberico morì prima del 1154* ECELO III, chiamalo anco col diminutivo Ecelino, secondo ? uso di que* tempi da noi già spiegate^ fu soprannominalo il Balbo, a cagione «Iella difficoltà con cui si esprimeva. Imilutore della generosità de’suoi padri inverso la chiesa, egli passò in Terra Santa nel n47 co^a crociala che predicò san Bernardo, e meri tossi 1’ onore di essere a capo di tulli i venturieri lombardi. Egli ucquislò bella fama, e seppe sostenerla pel rimanente viver suo. Abitava ordinariamente in Vicenzn o in Treviso. Alla suo morie, av-