494 CRONOLOGIA STORICA a Solicino, ove morì nel giorno 27 dello stesso mese dalle ferite ricevute (Vedi Storia degli Ezzellini, toro. II, pag. 391). Morì A/zone a Ferrara, che governava già da ventiquattro anni (1) con moka saggezza, nella notte del 16 al 17 febbraio 1264 (die decima-Lertia exeunte Jebruario, nocle dominicae dici, dice un memoriale di quel tempo ) e nell’ età sua di cinquanta anni. « in poi 1’ istoria ne lo dipinge come un mostro di malvagità. Sposò 1* anno 1220 a Vicenza, Beatrice, e n’ebbe sei figli e tre figlie, la maggiore delle quali, maritata a Rinaldo d’ Este, venne da Federico esiliata col marito ia Puglia, ore poscia moriva. Ben più crudele era il fine della sua disgraziata famiglia. Nello stesso giorno, Alberico, attaccato dai Trivigiani alla coda di un furioso cavallo, e così trascinalo per le strade della città, morì in brani; i sei figli massacrali, e Margherita, sua seconda sposa, bruciata viva con le figlie Griseiile e Amabilia. Così eslinguevasi totalmente nel 1260 la celebre rasa degli Ezzelini da Onara e da Romano. Abbiamo creduto necessario per l’intelligenza di questa porzione di storia del medio evo, dare le soprascritte annotazioni, da noi tolte uella Storia degli 'Ezzelini di Giambattista Verci \ tre volumi in 8.vo, Bassa-no 1779» opera piena di erudizione. (1) Le repubbliche d’Italia non limitavansi a difendere le libertà loro contro i tiranni ; tentavano eziandio ingrandirsi conquistando i vicini territori. Le citlà di Nonantola e di San-Cesareo erano da antichissimo tempo «otto il dominio dei Modenesi, ed essendosene impadroniti quei di Bologna, i primi loro inviarono deputali a chiederne la restituzione. I Bolognesi risposero che Nonantola crasi volontariamente soggetta al loro reggimento, e che San-Cesareo in compensazione tenevano delle spese incontrate nelle passate guerre, e che tuttavia per non cedere in generosità consentivano a restituirle. Queste parole, quantunque moderale, ferirono l’orgoglio dei Modenesi, e divennero il segno di guerra. Da entrambi le parti si venne alle armi; Enzio o Enzo, re di Sardegna, figlio naturale dell’imperatore Federico II, soccorse Modena, e posesi a capo di quell’esercito. Incontrati i Bolognesi presso Fossalta, diede loro sanguinosa battaglia, ma perdette con essa la libertà, nel giorno di san Bartolomeo del 1249- Condotto prigioniero a Bologna, non potè ottenere la sua liberazione per le minacce dell’imperatore suo padre, a cui con disprezzo rispondevano i Bolognesi, nè per offerta di circondare la citlà loro d’un filo d’ oro in riscatto del figlio. Questi moriva » Bologna, dopo ventilre anni di eallivilà, sempre però trattato con tulli gli onori al suo rango dovuti e alla nascila sua. Gli si fecero esequie veramente magnifiche e reali. La guerra , che era stala cagione della di lui prigionia, ebbe termine mercè intervento di papa Innocenzo IV, irreconciliabile avversario dell’imperatore e della sua schiatta. Questa guerra di cui abbiamo tolto dal Camponaccio un sunto fedele , diede materia al Tassoni pel suo poema eroi-comico la Secchia Rapita II marchese Azzone, dappoiché non erano le città guerreggiauti sotto la sua dipendenza, rimase sem-