CRONOLOGIA STORICA sorte fra il sacerdozio e l’impero; ma incapace a costituirsi in repubblica, attesa la discordia degli abitanti, ebbe a signori i capi delle fazioni che formavansi nel suo seno. Tre famiglie dominarono l’una dopo l’altra in Milano, i Tornarli, ovverossia della Torre, i Visconti e gli Sforza. Intorno alla prima ne faremo di poco parola, poiché non ebbe essa che un’ autorità vacillante in Milano nè vi stabilì un governo fisso. Nel i25j MARTINO della TORRE, essendosi posto alla testa di una sedizione eh’ era insorta a Milano, cacciò della città l’arcivescovo Leone Perego, con tutti i nobili, ed assunse le redini del governo. Però nel 4 aprile dell’anno successivo questi .e quelli rientravano nella stessa città in forza di un accomodamento conchiuso dal legato Filippo di Fontana; senonchè questa pace, che fu detta la pace di Sant’Ambrogio, riuscì di breve durata. A’ 29 giugno dello stesso anno l’arcivescovo ed i nobili venivano novellamente scacciati. Martino ed i Milanesi intervenivano poi nel 1259 nella lega formatasi agli 11 giugno fra il marchese Oberto Pallavacini ed il marchese d’Este, i Ferraresi, i Mantovani e quelli di Padova contro Ezzelino, tiranno scacciato da questa città, il quale andava desolando la Lombardia co’suoi ladronecci e colle sue crudeltà, èssendosi posto in campo per raggiungere i confederati, Martino intese da’suoi esploratori a’17 settembre, ch’Ezzelino, valicato, l1 Adda, accennava verso Milano. A tal nuova si affrettò di ritornarvi, laonde Ezzelino scorgendo il colpo fallito, si vendicò sopra Monza e ne pose'a fuoco i sobborghi. Verso il fine dello stesso anno, Martino s’impadroniva di Lodi, ove i nobili banditi da Milano aveano cercato asilo; ma considerando poi quanto forte fosse l’odio dei suoi nemici e temendo di restarne vittima tosto o tardi, persuase al popolo di Milano di conferire per cinque anni soltanto la signoria della loro città al marchese Oberto, sperando di conservare la sua autorità all’ombra di quella del marchese. Oberto accettava l’offerta, ma ben lungi dal-l’adempiere quanto avea fisso la famiglia della Torre, sua cura principale fu quella di deprimerla: tuttavia non potè rovinare l’ascendcnte di Martino, che possedette ognora la