DEI DUCIII DI GUASTALLA 443 Nello stesso anno i63o la famiglia Correggio, che abbiamo veduto dominare in Guastalla prima dei Torelli, fu spogliata de’suoi beni dall’imperatore. Ed ecco in qual modo. Fino dal gennaio il colonnello Aldringben abitava nel palazzo del principe Ciro di Correggio; ora nel 5 febbraio prese egli possesso della cittadella, e privato Ciro delle guardie e dell’autorità, citollo innanzi all’imperatore od al suo commissario per giustificarsi dell’accusa d’aver falsato la moneta imperiale. Il principe di Correggio, rammaricatosene fino a caderne ammalato, ottenne per grazia la permissione d’uscire dalla città onde ristabilire la propria salute; e Ferrante per ordine dell’ imperatore, e nella sua qualità di commissario imperiale in Lombardia, confiscava i di lui beni e prcndevane in nome di sua maestà imperiale il possesso. La discendenza di questa famiglia poco dopo s’estinse. Ferrante, contentissimo di vedere gli imperiali signori di Mantova, sperava di rientrare quanto prima col loro soccorso in possessione di questo ducato, ma lo prevenne la morte: la pestilenza che desolava allora il Mantovano, sparsasi su quel di Guastalla, colpivaio mentre erasi ritirato ad Aurelia, sua villa di piacere, e lo tolse dal mondo nel 5 agosto i63o. Il suo cadavere, precipitosamente sepolto nella cappella di San-Venerio, fu qualche tempo dopo trasportato nella tomba della sua famiglia nel duomo di Guastalla. Da Vittoria Doria sua sposa egli ebbe sette figli, dei quali sono i principali Cesare che segue; Andrea, maritato a Laura Crispani, da cui ebbe Vincenzo, che fu poscia quinto duca di Guastalla; Giannettino, che divenne nel 1646 generale de’ Teatini. Ebbe pure quattro figlie, la maggiore delle quali, Zenobia, sposata nell’ 8 febbraio 1607 a don Giovanni d’Aragona duca di Terra-Nuova, mori nel-l’8 febbraio 1618 senza figli. CESARE II. i63o. CESARE, nato nel 1592, succedendo al padre, vide trattare i suoi interessi alla dieta elettorale di Rati— sbona, nè potendo ottenerne tutto il risarcimento preteso da Ferdinando, acconsentì ad aggiustarsi mercè una rcn-