DEI DUCIII DI PARMA E DI PIACENZA 357 castello (Sanalo, Storia cti Venezia). Filippo degli Arcclli, uno de’principali nobili di Piacenza, fattosi un ragguardevole partito nella città, a’25 di ottobre 14*5 ne usurpava il dominio sopra il duca di Mdano, dopo aver fatta grande strage dei cittadini clic gli erano avversi. Però Francesco Carmagnola la ripigliava nel i4'7, senza poter tuttavia prendere la cittadella, clic strinse d’assedio. Pandolfo Malatesta signore di llimini accorreva in soccorso di questa piazza. Il duca allora, trovandosi fuor di stato di secondare gli sforzi di Carmagnola, ordinò che tutti gli abitatori evacuassero la città; ciò che venne in fatti eseguito in modo che Arcelli c Malatesta non vi rinvennero nell’entrarvi che le sole mura delle case. Carmagnola, tornato poi nello stesso anno davanti a Piacenza, ricominciò l’assedio della cittadella, di cui alla fine si rese signore nel seguente anno, sia per forza, sia mercè un trattato conchiuso con Arcelli, il quale, passato al servigio dei Veneziani, si distinse in diverse imprese, l’esito delle quali fu la conquista del Friuli. Essendosi intanto nel >447 cacciata la discordia in Piacenza, i capi del consiglio non seppero trovare migliore espediente per richiamare la pace, tranne quello di darsi ai Veneziani, i quali nel 22 agosto spedivano il provvedi* tore Antonio Marcello affinchè prendesse il possesso della città (Ripalta, llist. Placent.). Ma nel 16 del successivo novembre la piazza fu ripigliata da Francesco Sforza, dopo un assedio di sei settimane ed una delle più sanguinoso battaglie (Ripalta, il/iii.). Francesco 1 re di Francia conquistava nel i5i5 il Milanese; ed allora il pontefice Leone. X, il quale non volea essere amico, come dice Muratori, che di coloro eh’erano favoriti dalla fortuna, conchiuse con questo principe, mercè l’intervento di Carlo duca di Savoja, un trattato, di cui singolari furono le condizioni. La principale era questa che il pontefice restituirebbe al re Parma e Piacenza, di cui s’era fatto cedere nel i5i3 la signoria dal duca di Milano, e che in compenso il monarca donerebbe a Giuliano de Medici, fratello del pontefice, uno stato in Francia con una pensione, nonché un’ altra pensione a Lorenzo nipote dello stesso Leone. Ora essendosi la sorte cangiata, l’anno 15^31 Parma c Piacenza rientrarono sotto l’obbedienza del papa: