322 CRONOLOGIA STORICA nabò a levar l’assedio di Mantova per muovere contro di loro. Essendosi i due eserciti incontrati al passo dell’Oglio, quello di Barilaio fu posto in rotta, ed il suo generale con molti altri'fatto prigione (Fillani, I. 8, c. 18); ma tale era la di lui valentia, ch’egli sapeva sempre rifarsi delle sue perdite in modo da rendersi più formidabile che per lo innanzi: i Gonzaga, i marchesi d’Este, ed i loro alleati, stanchi di una guerra ruinosa, cominciarono pei primi a chieder la pace. Ora essendosi recati a Milano i plenipotenziari, fu essa conchiusa nell’8 giugno i358, presenti gli ambasciatori dell’imperator Carlo IV. Ma nel sottoscriverla i Visconti non aveano punto rinunziato alle loro vedute di conquista. Contenti di aver rotta la lega formatasi contro loro, Bernabò e Galeazzo di lui fratello ripigliarono nel i359 l’assedio di Pavia, già da lor cominciato fin dall’anno 1356, e forzarono la piazza a rendersi, dopo averle fatto provare gli orrori della fame e della peste. Ora, per tenerla in freno, Galeazzo, al quale rimase, vi fece costruire un castello, perocché conosceva l’odio dei Pavesi contro quei di Milano. Per ripopolare poi questa città e renderle il primo suo lustro, fondo in essa un’università. Stava sempre a cuore di Bernabò la ricupera di Bologna, che venduta, come dicemmo, fin dal i35o da Giovanni di Pepoli a Giovanni Visconti arcivescovo di Milano, era stata in seguito usurpata nel 1355 da Giovanni di Ole-gio. Ora l’esercito ch’egli spediva nel i35g contro questa città, il cui territorio per la sua estensione valeva quanto una provincia, non riportò que’ vantaggi che si aspettava. Tuttavia prevedendo Giovanni di Olegio che presto 0 tardi avrebbe soggiaciuto agli sforzi di Bernabò, nell’anno i36‘o cedette Bologna al Cardinal GiIle Albornoz, che gli diede in cambio la città di Fermo (Ckron. Bonon., Rer. Ital., toni. XVIII). Questo cardinale, aiutato dalle truppe che otteneva dal re d’Ungheria, forzava quelle di- Bernabò a sgombrare. Essendosi poi contro quest’ ultimo rinnovata la lega nel ¡362, egli pose dalla parte sua papa Urbano V, che nel marzo dell’anno seguente fulminò contro di esso una scomunica. Bernabò non tenne verun conto di essa, nè proseguì con meno ardore l’eseguimento de’suoi disegni. Una grande vittoria, che sopra lui riportava nell’anno stesso