4i8 CIÌONOLOGIA STORICA sto ammiraglio si recò in seguito a bloccar Napoli nello stesso tempo che Francesco Sforza l’assediava per terra. La presa di una delle porte e la fame costrinsero ben tosto Jacopo Caldora, che capitanava nella piazza in nome del re Alfonso, a renderla a Guido nel ra aprile 1424. Di là Guido recossi ad assoggettar Capua, e ritornò in seguito a Napoli ( Giustiniano, Stor. di Genova fol. 184 ; Folietta, fol. 225 e 427i Muvat., Ann. d’Ital., tom. IX). Giovanna II, ristabilita sul trono, accolse magnificamente il suo liberatore, al quale in una festa pubblica donò di propria mano un ricco scudo d’oro, ov’era inquartato insieme colle armi Jel vincitore un leone d’azzurro, avente sul cuore una fiamma rossa, simbolo del di lui coraggio (1). Giovanna oltre a ciò lo dichiarava nell’anno stesso primo barone del ducato della Puglia e del. principato di Capua, c Io investiva dei feudi di Torretta, Caluzia e Cajazzo (Vedi Carlo di Lellis, t. I, pag. 2*0; e Murat., Rer. Ital., t. XIX). Guido, fatto ritorno a Genova, ove prese terra nel 26 maggio dello ste&so anno, si recò tostamente a Milano per rendere consapevole il duca degli avvenimenti della guerra di Napoli (Giovanni Stella, Ànnal. Gen. ; Murat., Rer. Ital.,' tomo XVII). Nella loro conferenza, egli manifestò il suo rammarico intorno alla morte di Sforza Attendolo di Cotignola, che s’era affogato nel mare, mentre volea soccorrere uno de1 suoi domestici. In seguito egli encomiò con tale entusiasmo il valore c l’ingegno di Francesco Sforza, figlio naturale dell’Attendolo, clic Filippo Maria gli concesse la sua grazia; e fu questa l’origine di quella grande fortuna che lo innalzò dappoi alla dignità di duca di Milano ( Simonetta, de Rei*, gest. Frane. Sfortiae; Muratori, Annal. d’ Ital., tom. IX)'. Intanto Guido, ritornato in dicembre a Guastalla, si • (1) I Torcili avevano allora 11 loro scmlo in parte d' oro coll'aquila nera* e col toro furioso pur d'oro in campo rosso, avente per uscente T aquila imperiale, che portava sul suo pettoì giusta alcuni autori, un piccolo scudo rosso col medesimo toro d'oro, e, giusta altri, un cavallo sciolto d* argento in un campo di porpora. Dopo la donazione delle armi della regina di Napoli e dei duchi di Milano, Guido ed i suoi discendenti ne inquartarono le loro armi.