DEI DUCHI DI PARMA E DI PIACEiNZA 3;5 pitale e de1 nuovi suoi stati. Avea egli sposata fin dal 26 agosto Ij38 Luigia Elisabetta, figlia di Luigi XV re di Francia, la quale mgriva nel 6 dicembre 1759 a Versailles dal vaiulo“. Lo stesso genere di malattia troncava i giorni al suo sposo a1 18 luglio 1765 nella città d’ Alessandria, ove ne venne attaccato. Ebbe dal suo matrimonio il figlio che or segue; nonché due femmine, cioè Isabella, nata ai 3i dicembre iy4t e divenuta sposa nel 6 ottobre 1760 dell’arciduca Giuseppe, poi imperatore, e morta nel 25 novembre 1763; e Luigia Maria Teresa, nata a’9 dicembre 1751 e divenuta moglie nel \ settembre 1765 di Carlo principe delle Asturie, poi re di Spagna. Abbiamo già ricordato negli articoli di Luigi XV e di Filippo V re di Spagna le prove che don Filippo dava del suo valore in Savoja negli anni 1744» <74^ e 1746. Questo principe formò la felicità de’sudditi co’suoi benefizi, e seguì in tutto le traccie dell’augusto fratello, cui rimpiazzava. 11 suo regno è massimamente osscrvevole per le riforme che introdusse negli affari ecclesiastici. Nel 1764 emanò uu editto, per lo quale, cominciando dal 25 ottobre di questo anno, era vietato sotto gravi pene di lasciare a pie fondazioni alcun legato che passasse il valore di trecento scudi di Parma; ingiunse poi collo stesso editto a tutti quelli che volevano pronunziar voti monastici, di rinunziare ad ogni diritto di successione. Un altro editto del i3 gennaio del 17(35 disponeva che tutti i beni che dalla mano de’laici fossero passati a quella degli ecclesiastici, verrebbero sottomessi alle imposte medesime che prima pagavano. DON FERDINANDO. 1765. DON FERDINANDO, nato a'20 gennaio 1751, «ducato dall’abate di Condillac e da M. di Keralio, succedette negli stati di Parma, Piacenza e Guastalla all’infante don Filippo suo padre. Nel gennaio 17G8 Ferdinando fe’pubblicare una prammatica sanzione, composta di quattro articoli, il primo dei <|uali vietava di portare senza sua permissione gli affari contenziosi innanzi a tribunali stranieri, fosse anche stato a