DEI DUCRt DI FERRARA EC. 5oD conferì sul proposito con l’imperatore, ritornato allora trionfante dalla spedizione d’Africa. Non dimenticava Carlo, in passando per Roma nel 1536, d’interessare il pontefice a favore del duca, ma inutilmente. Codesta pendenza venne alfm terminata il giorno 23 febbraio i53g da Francesco d’Este, fratello di Ercole II a Roma, e ritornava colla rinnovazione dell’investitura data da Alessandro VI alla casa d’Este. Nel 3 aprile 1543 il nostro duca ricevette papa Paolo III a Modena, ed il ai dello stesso mese a Ferrara. Nel i3 novembre 1556, cedendo alle minacce del nuovo papa Paolo IV e alle sollecitazioni del duca di Guisa, suo genero, Ercole a suo malgrado sottoscrisse alla lega formata tra il pontefice e la Francia contro la Spagna. Pao- lo IV nominavaio generale del suo esercito, e il re di Francia lo creava suo luogotenente in Italia. La Spagna rimasta superiore, ed il papa aggiustatosi nell’ il settembre 155^ col re Filippo II, il duca di Ferrara dal suo canto, dopo aver prese alcune piazze del Parmigiano, pensò seriamente a far la sua pace, e vi riusciva con trattato sottoscritto nel 18 marzo 1558 fra le mani di Cosimo I duca di Toscana. Egli morì nel 3 ottobre «55g, lasciando da Renata di Francia, seconda figlia del re Luigi XII e di Anna di Bretagna, due figli, Alfonso, che segue; e Luigi, che divenne cardinale ed arcivescovo d’ Auch, e che, al dire del signor di Thou, meritò d’essere appellato il tesoro dei poveri, la gloria del sacro collegio e l’ornamento della corte di Roma. Il duca lasciò anco tre figlie: Anna, maritata, i.° nel 19 gennaio 1548 con Francesco di Lorena duca di Aumale e poscia duca di Guisa,-2.° nel i566 con Giacomo di Savoja duca di Nemours; Lucrezia, che sposò nel 19 gennaio 1570 Francesco Maria della Rovere duca d’Urbino; ed Eleonora, che morì celibe nel 19 febbraio i58i. Dopo la morte di Ercole, la duchessa di lui vedova, donna di molta dottrina e protettrice dei letterati, tornossene in Francia, ove morì il giorno 12 giugno i5j5 in età di sessan-tacinque anni, nel castello di Montargis, infetta dagli errori del calvinismo, che abbracciato aveva durante il suo soggiorno al di là dei monti. La di lei casa, allorché dimorava in Italia, era l’asilo di tutti i Francesi,, e le rendite non bastavano a festeggiarli ed assisterli. I suoi in-