i68 CRONOLOGIA STORICA e nel lunedì susseguente la festa di San-Michele, ch’era il i.° di ottobre' del ia85, si obbligò mercè un trattato per se e successori a prendere sotto la propria difesa tutti gli abitatori di questa città, fossero chierici o laici, cd a difendere i loro diritti,, franchigie e libertà verso e contro tutti i lor nemici in egual modo come se-fossero stati suoi sudditi, aggiungendo che se il loro vescovo o chiunque altro in di lui nome avesse tentato d*'inquietarli a motivo, di questo trattato, ovvero per altra causa avesse impreso a citarli innanzi alla corte di Roma od altrove, ovvero sia ad esercitare contro di essi qualche violenza, egli avrebbe prestato loro soccorsi e mano forte a proprie spese, subito che lo avessero chiesto, sia per se medesimo, sia per mezzo del castellano che teneva a Ginevra, o di tutti i suoi uf-fiziali dei dintorni; e promettendo inoltre di non conchiu-dere nè pace nè tregua senza il loro consenso. Finalmente imponeva a tutti i suoi uffiziali di prestar giuramento ai. cittadini, che manterrebbero ed osserverebbero gli articoli di questo trattato, che venne eretto in Giaevra stessa, ove il conte Amedeo si era recato (Sport., tom. II, n.° XXIII). Questo principe essendosi in pari tempo irtsignorito del castello dell’isola, vi si fortificò, e profittando del buon volere degli abitatori cominciò ad esercitare la giurisdizione del vidomato, tanto nell’interno che al di fuori della città (M. Levricr, pag. i53). Egli è mestieri supporre necessariamente che il conte del Ginevrino fosse in allora assente da questa città, mentre non- troviamo alcuna resistenza per parte sua contro le violenze del conte di Savoja. Punto dal procedere di essa e trovandosi fuor di stato di vendicar-! sene a quel momento, egli senza dubbio erasi recato a ritrovare il delfino Umberto I, col quale infatti vediamo aver esso stretta una lega per ricuperare i diritti che il vescovo suo zio gli aveva concessi. Aiutato pertanto dal soccorso di questo alleato, egli entrò armatamano nei paesi di Bu-gei, di Valromei, di Vaud e di Chablais, non meno che nella Savoja, ove sparse la carnificina e la deso lazione. Amedeo non mancava di usare la rappresaglia: ma finalmente dopo due anni di ostilità si venne nel 1287 ad un accomodamento, per cui le parti si resero scambievolmente quanto s’e-rano tolto; dopo di che il conte del Ginevrino prestò omag-