DEI MARCHESI DI MONFERRATO 291 elei 2?i marzo, si sottomise al marchese Teodoro e lo riconobbe signore con tutti i suoi discendenti maschi e femmine in perpetuo. Opicino Spinola suo cognato frattanto moriva a Sarravalle nell’anno seguente, ed egli ereditava in virtù del suo testamento tutti i diritti che il primo aveva in questa città. Nel 1338, e non già i348 come indica Chazot, Teodoro essendo caduto infermo a Trino, ivi chiuse i suoi giorni, lasciando il figlio che or segue, nonché una femmina di nome Yolanda , che sposò nel maggio i33o Aimone conte di Savoja. Il marchese Teodoro portò nella tomba il compianto de’suoi sudditi, che avea per trentadue anni governati con molta dolcezza ed equità. Questo principe amava le lettere e le coltivava: in un viaggio ch’egli intraprese a Costantinopoli, compose nel ¡326 in greco un trattato della disciplina militare, che tradusse poi l’anno i33o in latino. GIOVANNI II PALEOLOGO. 1338. GIOVANNI, figlio del marchese Teodoro e di lui successore, uomo di cuore e prudente, come lo qualifica Benvenuto, non neglesse cosa alcuna per ricuperare le terre che i suoi vicini aveano usurpate nel Monferrato, durante la vacanza che susseguì la morte Jel marchese Guglielmo V. Collegatosi con tale disegno alla fazione dei Ghibellini, egli tolse nel i33g ai principi del Piemonte e dell’Acaja la terra di Calusco e le altre ch’eglino s’erano appropriate a spese del suo marchesato. Le divisioni che regnavano nella città d’Asli gli servirono altresì di pretesto per contrastarne la signoria a Roberto re di Sicilia, il quale n’era rivestito. Ora presentatosi innanzi a questa città alla testa delle sue genti, nel 26 settembre dell’anno stesso egli v’entrò senza resistenza, perocché la guarnigione per mancanza di paga avea poste in pegno le sue arme ed i suoi cavalli. I Gottuari ed i Rotari, nonché gli altri Ghibellini, già stati cacciati, tostamente si richiamarono, e presero il luogo dei-molari e di tutta la fazione guelfa, che furono invece essi medesimi costretti a sgombrare. Il marchese trasse dall’oppressione i Ghibellini anche nelle altre città, e rese