316 CRONOLOGIA STORICA Correggi e degli altri esiliati ch’egli ristabilì nelle loro fortune. Di là giunse nel i5 aprile a Reggio, il cui popolo gli fece il medesimo onore con estraordinarii trasporti di gioia, chiedendo in pari tempo ch’egli destituisse i Manfredi ed i Fogliari, che ne avevano usurpati i dominii. Altre città, cui in seguito si recava, lo accettarono egualmente per signore in assemblee generali. Tal cangiamento era, dice Paolo. Giovio, una specie d’incanto; locchè tuttavia, aggiung’egli, non deve sembrar molto strano, perchè in tutta l’Italia non cercavasi che un padrone straniero capace di estinguere lo spirito di fazione e far godere ai popoli le dolcezze della pace. Azzone si collegava nell’ 8 agosto dello stesso anno col marchese d’Este, con Mastino della Scala signor di Verona e coi Gonzaghi signori di Mantova, contro Giovanni re di Boemia, ch’era entrato con un esercito potente in Italia. Nel 1335 ei perdeva Beatrice sua madre, trapassata il i.° settembre. Bramando nel seguente anno di aggiungere ai propri stati la città di Piacenza, posseduta da Francesco Scotto, la strinse d’assedio, che dopo otto mesi terminò nel i5 dicembre colla resa della piazza , ov’ egli ristabilì la pace richiamandone gli esiliati. Geloso de’suoi buoni successi, Lodrisio Visconti, suo congiunto , fece leva di un’ armata, che vennegli somministrata dai signori di Verona, e passò nel Milanese per ¡spogliamelo. Delfino Visconti gli moveva incontro, cd a’ai. febbraio i33q si venne ad una sanguinosa battaglia,-ove egli lo fe’prigioniero con un gran numerose’suoi. Si fe’ correr voce che in questo combattimene sia apparso sant’Ambrogio con una frusta in mano, con cui colpiva i nemici; nè si contentarono di far dipingere questo latto in tela, ma anche scolpire nelle monete. Però il popolo in seguito ne appose falsamente il motivo ad una vittoria riportata contro i Francesi. Azzone non sopravvisse grati fatto a questo avvenimento, mentre la morte lo rapiva a’suoi popoli, ch’ei trattava con dolcezza, a’ 14 ovvero 16 maggio seguente in età di trentasette anni. Il Mu-iatori ce lo rappresenta come un perfetto eroe; pietà, valore, prudenza, generosità, dolcezza, facili modi, tutte in somma sì fatte virtù si riunivano in lui : allatto imparziale, egli trattava colla stessa equità i Guelfi ed i Ghibellini.