45u CRONOLOGIA STORICA pei ciuchi di Milano, e poscia generale del duca Gian Galeazzo Maria Sforza, comandò nel 1478 la spedizione contro Roberto Sariseverino e la lega, e di poi contro gli Svizzeri, allorquando si furono questi impadroniti di Bellinzona (Angeli, Storia di Parma, lib. IV, pag. 4'^); e nel 147f) passò al servigio di papa Sisto IV e di Ferdinando re di Napoli, dopo aver promesso nel suo trattato con queste potenze, che egli non avrebbe più militato contro i duchi di Milano e di Mantova. Allorquando i Rossi, sostenuti dalla repubblica di Venezia, si ribellarono al duca Giovanni Galeazzo, i conti di Montechiarugolo si dividevano (AJjo, Star, di Guasl. , toni. II, pag. 94). Guido ed Amurat, fratelli di Marsilio, abbracciarono il partito dei Veneziani, a cui Amurat rendeva anzi servigi importantissimi, mercè i quali alla sua morte, avvenuta nel i483, scriveva la repubblica a’di lui fratelli , testimoniando loro gravissimo rammarico per la perdita di così grand’ uomo, e dava il comando delle genti che erano state sotto i di lui ordini al di lui fratello Guido, allora protonotario apostolico (Angeli, Stor. di Parma, pag. 4 *8). Ma il conte Marsilio e Giacomazzo rimasero fedeli al duca, il quale, giustamente irritato della diserzione di Amurat, confiscavagli i beni, e nel 1 a settembre del 1482 ne investiva Marsilio; nè contento di ciò, volendo dar a questi due fedeli vassalli novelle prove di confidenza, li nominava, con lettere datate 18.settembre i483, comandanti delle sue milizie nel Bresciano. Durava l’assedio di Genova, e Marsilio, coll’aiuto di Francesco Secchi d’Aragona e di alcune scelte milizie inviategli da Federico Gonzaga, introdusse nella piazza Battistino da Campofregoso suo cognato, doge di questa repubblica, lo stesso che nel novembre di detto anno fu fatto indegnamente prigione dal cardinale Paolo Fregoso, arcivescovo di Genova, in una visita da lui resa a questo prelato, e che fu costretto a cedergli la dignità ducale per salvare la vita ( Ann. di II., toni. X, i483). Richiamato da Ferdinando l re di ¡Napoli, Marsilio si meritò la benevolenza di questo principe (il quale lo ammetteva nel suo consiglio di stato, e lo colmava di beneficenze) col rendergli de’segnalati servigi nella guerra contro i baroni (Camillo Portio, Con~ x