DEI DUCHI DI PARMA E 1)1 PIACENZA 355' natore, gravato di soverchie imposte i! popolo, Marsilio de Rossi ed Azione di Correggio, irritati per tal trattamento, eacciaron via nel i.° agosto 1328 la guarnigione papale coll’aiuto di Mastino della Scala , nipote di Azzone per parte di sua madre, e si costituirono signori di Parma. La stessa cosa avvenne di Reggio, ove i Manfredi uniti ai Fo-gliani si resero signori, dopo aver posto in fuga il governatore clic il legato vi aveva costituito. Nel maggio 13^ 1 gli Scaligeri, che aveano piuttosto (n'inneggiata che governata Parma per lo spazio di sei anni, vennero dai Correggio scacciati: Azzone e Guido dominarono in seguito per qualche tempo in questa città. Ma turbati da Mastino della Scala, ossia Scaligero, che riguardava Azzone siccome suo luogotenente in Parma, nonché dalle potenti case dei banditi, presero il partito di vendere nel novembre i344 questa signoria al marchese Obizzo di Este, il quale due anni dopo la rivendette a’ 10 ottobre i34(5 a Luchino Visconti pel prezzo medesimo che le era costata (Angeli, Storia di Parma, pag. 174-179). Luchino si diede a distruggere le fortezze dei nobili parmigiani; la qual cosa li rese assai malcontenti: tuttavia Parma restò ancora per lo spazio di cinquantasette anni soggetta alla signoria di Milano. Senonchè Ottone di Terzi, generale del duca Giovanni Maria Visconti, vedendosi male ricompensato dc’suoi servigi, nell’anno i4o3 si pagò colle proprie mani, facendosi riconoscer sovrano dalla città di Parma; e, quello eh’è più singolare, ebbe la destrezza di far sì che il suo signore approvasse una tale usurpazione. Tuttavia avendo a temere di Pietro de Rossi, potentissimo in questa città, convenne seco lui di compartecipare con esso al dominio. Pietro, essendosi stabilito a Piacenza, venne alla testa di alcune genti armate il 7 marzo del 14«4 a Parma, donde scacciò la guardia del duca di Milano; ma dopo ciò sopraggiunto in fretta Ottone di Terzi, il popolo si allrettò a rendere obbedienza a lui invece che al Rossi. Però il concordato fra questi due collegati fu così poco durevole, che Ottone avendo scacciati i Rossi da Parma coll’aiuto di Francesco di Gonzaga marchese di Mantova, vi restò solo padrone nello stesso mese, e ridusse in seguito Piacenza sotto la sua podestà. Le imprese di Ierii sui do-