DEI CONTI DI SAVOJA volte per le sue bandiere: nel i354 egli ruppe compiuta-mente Ugo del Ginevrino, che aveva abbracciato il partito della Francia nella celebre battaglia degli A bri, che dalla parte dei vinti, dice Guichenone, non rimase persona che ne portasse la nuova. Egli acquistò nello stesso anno da Caterina di Savoja, vedova di Guglielmo I marchese di' Namur, la baronia di Vaud e le te’rre che questa principessa possedeva nel Bugei e nel Valromei ( Guichenon-, Hist. gen. de la maison de Savoje, tom. I, pag. 4*2). IL giorno 5 gennaio i356 (N. S.) fu memorabile per varii cambi che si conchiusero a Parigi tra il re di Francia ed il conte di Savoja, il quale ultimo vi guadagnò le signorie di Faucigni e di Gex (Guichenon , ibidem, pag. 4°9)-Quindi^ Busching s’ inganna asserendo, che la prima nel 1233 venisse riunita al dominio de’conti di Savoja. LI matrimonio di Amedeo con Bonna di Borbone, sorella di Giovanna, sposa del delfino Carlo, indi re di Francia, seguì dappresso questo trattato, e valse a renderlo aderente agl1 interessi della Francia, cui utilmente servì contro gl’ Inglesi. Nel 136r essendosi il conte Amedeo recato in una delle sue terre del l’iemonte, la società Bianca, una di quelle grandi brigate che dopo aver desolata la Francia eran passate altre in Ispagna ed altre in Italia, avvertita del di lui arrivo, corse precipitosamente per sorprenderlo col suo seguito. Al vedere sì fatta truppa, egli si rifuggì nel castello; ma assediatovi tostamente, si trovò costretto a venire ad un accomodamento, che consistè nel pagare a questi briganti centottantamila fiorini d’oro, parte de’quali fu loro contata all’ istante, ed ii resto promesso con guarentigia. Questo, avvenimento, ignorato da Guichenone, vien riferito nella cronaca di Pietro Azario , che per altro non ricorda la piazza in cui accadeva (Murai., Rerum hai. Script., tom. XVI, pag. 370). 11 conte Amedeo e Rodolfo di Loupy, governatore del Delfinato , per porre la Savoja in salvo dalle incursioni delle grandi fazioni, conchiusero a’ i3 maggio i362 a Saint-Genez un trattato di confederazione, per cui s’obbligavano di aiutarsi fra Joro reciprocamente (Recueil de Fontanieu, voi. 86). Anche l'istituzione fatta da Amedeo dell’ordine dei cavalieri del Collare,